Dario Srna, oggi quarantaduenne e stimato direttore sportivo dello Shakhtar Donetsk, si prepara a vivere una delle sfide più intense della sua carriera dirigenziale. Giovedì sera, la compagine ucraina scenderà in campo in Inghilterra per tentare una rimonta quasi impossibile contro il Crystal Palace, dopo la sconfitta per 3-1 subita nella gara d'andata disputata sul campo neutro di Cracovia. Nonostante il passivo pesante, Srna mantiene un atteggiamento combattivo e fiducioso, sottolineando come la squadra sia arrivata oltremanica con l'orgoglio di chi vuole regalare un sogno ai propri tifosi in un momento storico così complesso. La sua visione del calcio resta profondamente legata all'Italia, nazione che ha imparato ad amare durante la sua esperienza sul campo e di cui parla correntemente la lingua, frutto dell'anno trascorso in Sardegna che gli ha permesso di perfezionare l'idioma e stringere legami indissolubili.

Il ricordo della stagione 2018-2019 trascorsa con la maglia del Cagliari è ancora vivissimo nella mente dell'ex terzino croato. In quel periodo, Srna ebbe modo di condividere lo spogliatoio con un giovanissimo Nicolò Barella, di cui aveva già intuito lo straordinario potenziale che lo avrebbe portato a diventare uno dei pilastri della Nazionale e dell'Inter. Il dirigente dello Shakhtar descrive Barella come uno dei calciatori più forti del panorama internazionale, ricordando con affetto anche il legame fraterno con Fabio Pisacane, attuale collaboratore tecnico dei sardi. Proprio parlando del campionato italiano, Srna non ha risparmiato elogi per l'Inter, fresca vincitrice dello scudetto sotto la guida tecnica di Cristian Chivu, capace di risollevare il gruppo dopo le amarezze della passata stagione e di condurlo verso un trionfo meritato e netto.

Un capitolo a parte merita il rapporto con Luka Modric, definito da Srna non solo come un compagno di mille battaglie con la maglia della Croazia, ma come un vero e proprio fratello. Sebbene non vi siano mai stati dubbi sulla classe infinita del Pallone d'Oro, Srna solleva una riflessione critica sul fatto che un giocatore di quarant'anni possa ancora essere considerato tra i migliori in assoluto della Serie A. Secondo il dirigente, questo dato evidenzia un problema strutturale profondo nel calcio italiano, che ha portato alla clamorosa esclusione da tre edizioni consecutive dei Mondiali. La recente sconfitta contro la Bosnia è stata la goccia che ha traboccato il vaso, confermando un declino che Srna non avrebbe mai immaginato per una nazione dalla tradizione calcistica così gloriosa e radicata.

Per tornare ai vertici, secondo l'analisi di Srna, l'Italia non deve guardare alla panchina, poiché la scuola degli allenatori resta tra le migliori al mondo. Il direttore sportivo ha espresso profonda ammirazione per Luciano Spalletti, considerato un tecnico di livello globale, e per le nuove leve come Daniele De Rossi, capace di cambiare radicalmente l'inerzia della stagione del Genoa. Tuttavia, il problema risiede nella carenza di calciatori di alto profilo e, soprattutto, nelle infrastrutture. Srna è convinto che servano stadi moderni e investimenti economici massicci per colmare il divario con le altre leghe europee. Tra i giovani che lo hanno impressionato maggiormente spicca il nome di Pio Esposito, mentre su Artem Dovbyk, che ha faticato a Roma, il dirigente resta convinto del suo valore assoluto, attribuendo le difficoltà incontrate nella capitale a una dose eccessiva di sfortuna piuttosto che a limiti tecnici.