La Fiorentina si appresta a vivere un'estate di profondo rinnovamento, con l'obiettivo dichiarato di ridisegnare completamente le proprie corsie esterne. La strategia della dirigenza viola appare chiara: sfoltire l'attuale rosa attraverso la cessione di tre pedine fondamentali per accumulare il tesoretto necessario a finanziare nuovi innesti di qualità. Nonostante l'ultima stagione sia stata caratterizzata da una lotta serrata per la salvezza, le ambizioni del club toscano sembrano ora puntare molto più in alto, cercando profili che possano garantire un salto di qualità tecnico e tattico immediato. La necessità di far quadrare i conti entro la chiusura dell'esercizio economico spinge i direttori dell'area tecnica a muoversi con estrema rapidità sul fronte delle uscite, cercando di massimizzare i profitti dai giocatori che non rientrano più nel progetto tecnico.

Il primo nome sulla lista dei partenti è quello di Dodò, il terzino brasiliano classe 1998 il cui contratto scadrà tra un solo anno. La valutazione fissata dalla società si aggira tra i 10 e i 15 milioni di euro, e una sua cessione entro la fine di giugno rappresenterebbe l'operazione ideale per stabilizzare il bilancio societario. Qualora non dovessero pervenire offerte congrue nelle prossime settimane, esiste già un accordo verbale tra le parti per un rinnovo annuale, volto a evitare tensioni e a permettere una programmazione futura senza il rischio di perdere il calciatore a parametro zero. Parallelamente, la Fiorentina sta cercando una sistemazione per Robin Gosens; l'ex esterno dell'Atalanta vorrebbe proseguire la sua avventura a Firenze, ma il suo ingaggio pesante da 2 milioni di euro netti a stagione spinge il club verso una separazione forzata per alleggerire sensibilmente il monte stipendi.

Un'altra situazione spinosa riguarda il giovane Fortini, che ha già manifestato la volontà di non prolungare il proprio contratto in scadenza nel 2027, nonostante percepisca attualmente una cifra vicina ai 40 mila euro annui. Sul fronte delle entrate, il sogno proibito rimane Destiny Udogie, pupillo di Fabio Paratici sin dai tempi della comune esperienza al Tottenham. Il difensore nato a Verona, cresciuto nelle giovanili dell'Hellas e affermatosi con la maglia dell'Udinese, rappresenta il profilo ideale per solidità e affidabilità, ma l'ostacolo principale è rappresentato dalla valutazione di 50 milioni di euro fatta dagli inglesi. Tuttavia, i recenti problemi fisici del calciatore, che ha saltato ben diciotto partite stagionali per un infortunio alla coscia, potrebbero indurre il club londinese a valutare l'ipotesi di un prestito, considerando anche il lungo contratto che lega il ragazzo agli Spurs fino al 2030 con uno stipendio di 2,5 milioni più bonus.

Oltre al sogno Udogie, la dirigenza viola mantiene vivi i contatti per obiettivi più accessibili ma estremamente promettenti per il futuro prossimo. Adam Obert del Cagliari è un nome caldissimo: il difensore classe 2005, capace di agire sia come centrale che come terzino, piace molto per la sua duttilità tattica e la grande prospettiva di crescita mostrata in Sardegna. Resta invece più complicata la pista che porta a Viery del Gremio, a causa delle richieste economiche molto elevate del club brasiliano che non sembra intenzionato a concedere sconti particolari. Sullo sfondo rimane Roy Revivo del Maccabi, un profilo che la Fiorentina continua a monitorare con attenzione, sebbene al momento appaia leggermente defilato rispetto alla concorrenza. L'obiettivo finale è consegnare al tecnico una batteria di esterni completamente rinnovata, capace di interpretare al meglio il gioco propositivo che la piazza di Firenze richiede storicamente per tornare a competere nelle zone nobili della classifica.