La nazionale giapponese si sta preparando per affrontare i Mondiali 2026 con un obiettivo ambizioso: vincere il torneo. Dopo le storiche vittorie su Germania e Spagna nel 2022, il Giappone non è più considerato un outsider, ma una squadra capace di sfidare le migliori nazionali del mondo. Il tecnico Hajime Moriyasu, in carica da oltre otto anni, ha costruito una squadra solida e versatile, in grado di adattarsi a diverse situazioni e avversari.

Il Giappone è atteso a scendere in campo con un modulo 3-4-2-1, anche se contro l'Inghilterra ha sperimentato un 3-1-4-2, dimostrando una certa flessibilità tattica. La pressione alta è un elemento fondamentale del gioco giapponese, con giocatori come Takefusa Kubo, Ritsu Doan, Keito Nakamura e Junya Ito che si distinguono per la loro capacità di mettere pressione sugli avversari. Questa tattica ha permesso al Giappone di ottenere risultati importanti, come le vittorie contro il Brasile in ottobre e contro l'Inghilterra a Wembley in marzo.

Secondo l'ex commissario tecnico Akira Nishino, che guidò la nazionale giapponese ai Mondiali 2018 in Russia, la forza del Giappone risiede nella sua unità e coesione. "Non si tratta di individualità che agiscono come egoisti