Il Mondiale del 2026 si preannuncia come l'edizione più imponente e costosa nella storia quasi centenaria della competizione, non solo per le infrastrutture ma anche per il valore dei protagonisti in panchina. In cima alla piramide dei compensi troviamo un'eccellenza italiana: Carlo Ancelotti. Il tecnico di Reggiolo, alla guida del Brasile dal 2025, percepisce uno stipendio annuo di circa 10 milioni di euro (8,5 milioni di sterline). La Federazione brasiliana ha deciso di investire massicciamente sul "Re della Champions" per interrompere un digiuno mondiale che dura dal 2002 e conquistare l'agognata sesta stella, affidandosi all'esperienza di quello che è considerato il nome più prestigioso dell'intero torneo.
Alle spalle del leader azzurro si posiziona Julian Nagelsmann, il cui contratto con la Germania prevede un compenso di circa 7 milioni di euro annui. Nagelsmann rappresenta un caso unico nel panorama internazionale: a soli 38 anni è l'allenatore più giovane della rassegna iridata, creando un contrasto generazionale quasi incredibile con il decano della competizione, l'olandese Dick Advocaat, che guida il Curaçao con ben quarant'anni di differenza anagrafica. Sul terzo gradino del podio troviamo invece Mauricio Pochettino, che ha accettato la sfida di guidare gli Stati Uniti in un Mondiale casalingo per una cifra vicina ai 6 milioni di euro all'anno, dopo la conclusione della sua esperienza sulla panchina del Chelsea.
Thomas Tuchel, un altro ex allenatore dei "Blues", occupa la quarta posizione con uno stipendio di 5,8 milioni di euro per guidare la nazionale inglese. Il tecnico tedesco ha accettato quello che molti definiscono il lavoro più difficile del mondo, con l'obiettivo dichiarato di riportare un trofeo internazionale oltremanica dopo sessant'anni di delusioni cocenti. La pressione mediatica e popolare su Tuchel è altissima, giustificando un ingaggio che lo pone tra l'élite mondiale, superando colleghi di grande prestigio. La sua missione è trasformare il talento generazionale dei "Tre Leoni" in un successo concreto che manca dal lontano 1966, anno dell'unico trionfo mondiale dell'Inghilterra.
La classifica riserva sorprese notevoli anche nelle posizioni successive, dove spicca la presenza di un altro campione del mondo italiano: Fabio Cannavaro. L'ex capitano azzurro, ora alla guida dell'Uzbekistan, percepisce circa 4 milioni di euro all'anno, la stessa cifra garantita da Roberto Martinez sulla panchina del Portogallo. Seguono a breve distanza Didier Deschamps, colonna portante della Francia con 3,9 milioni di euro, e la coppia formata da Ronald Koeman (Olanda) e Marcelo Bielsa (Uruguay), entrambi fermi a circa 3 milioni di euro. Questi dati evidenziano come nazioni emergenti o federazioni storiche siano disposte a investimenti massicci pur di assicurarsi una guida tecnica di respiro internazionale in vista del torneo nordamericano.
Il dato più clamoroso riguarda però Lionel Scaloni, l'uomo che ha riportato l'Argentina sul tetto del mondo nel 2022. Nonostante il trionfo in Qatar e la vittoria della Copa América, il commissario tecnico dell'Albiceleste si trova solo al quattordicesimo posto di questa speciale graduatoria, con un ingaggio inferiore ai 2,4 milioni di euro. È paradossale notare come l'allenatore campione in carica guadagni meno di colleghi come Jesse Marsch del Canada o Javier Aguirre del Messico. Questa discrepanza sottolinea come il prestigio dei risultati ottenuti sul campo non sempre coincida con il peso economico dei contratti, in un mercato globale dove le ambizioni dei paesi ospitanti e delle potenze emergenti dettano le nuove regole finanziarie del calcio mondiale.