Il futuro della Juventus si decide sotto il sole della Versilia, lontano dai riflettori della Continassa. A Forte dei Marmi, il nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali e il tecnico Luciano Spalletti hanno gettato le basi per la prossima stagione in un vertice che segna l'inizio ufficiale del nuovo corso bianconero. Nonostante il clima apparentemente rilassato, l'agenda dei due dirigenti è fitta di impegni, con la necessità impellente di ristrutturare una rosa che deve tornare competitiva sia in Italia che in Europa dopo le recenti turbolenze. Al centro di questo lungo confronto non ci sono stati solo i possibili nuovi innesti, ma soprattutto la gestione dei casi più spinosi ereditati dalla precedente gestione, con un'attenzione particolare rivolta al destino del reparto offensivo.

La notizia più sorprendente emersa da questo summit riguarda la posizione di Dusan Vlahovic, il cui destino sembrava ormai segnato e lontano da Torino. Fino a poche settimane fa, la rottura tra l'entourage del centravanti serbo e l'ex dirigente Damien Comolli appariva insanabile, a causa di divergenze profonde sui metodi di negoziazione e sulle prospettive di crescita del calciatore all'interno del club. Tuttavia, Carnevali ha deciso di adottare un approccio più pragmatico e meno conflittuale, valutando con estrema attenzione se esistano i margini per ricucire uno strappo che sembrava definitivo. L'obiettivo della nuova dirigenza è capire se il numero nove possa ancora rappresentare un valore aggiunto per il progetto tecnico di Spalletti, superando le incomprensioni passate attraverso un dialogo diretto e trasparente con il giocatore.

Le ragioni di questo possibile dietrofront sono di natura squisitamente strategica ed economica, legate alla sostenibilità del club nel lungo periodo. Il mercato internazionale offre profili di alto livello come Alexander Sorloth o Randal Kolo Muani, ma le valutazioni di questi calciatori imporrebbero alla Juventus un esborso finanziario massiccio, difficilmente sostenibile senza prima aver concretizzato cessioni eccellenti e dolorose. In questo scenario, la permanenza di Vlahovic permetterebbe di allocare le risorse su altri reparti carenti, a patto però che il giocatore accetti i nuovi parametri finanziari imposti dalla società. La dirigenza è stata categorica: non verranno più assecondate richieste per ingaggi da 8 milioni di euro netti a stagione, né saranno tollerate commissioni fuori scala per gli intermediari, imponendo una disciplina di bilancio ferrea che non ammette deroghe.

Dal punto di vista tecnico, Luciano Spalletti ha espresso la propria totale disponibilità a lavorare con il serbo, pur sottolineando l'importanza fondamentale di mantenere l'armonia e l'equilibrio all'interno dello spogliatoio. L'allenatore toscano è convinto di poter valorizzare le caratteristiche atletiche e realizzative di Vlahovic all'interno del suo sistema di gioco dinamico, ma pretende in cambio una dedizione totale e uno spirito di sacrificio assoluto. Nel frattempo, il calciatore è rimasto a Torino per seguire un programma di terapie fisiche quotidiane, in attesa di un segnale chiaro dalla società. Le trattative con altri club europei e italiani hanno subito un brusco rallentamento a causa delle elevate pretese economiche avanzate dal padre-agente Milos, rendendo la permanenza in bianconero l'opzione più logica, a patto che il calciatore scelga la via dell'umiltà e sposi integralmente il nuovo codice etico del club.