La federazione calcistica iraniana ha avviato negoziati formali con la FIFA al fine di spostare tutte le proprie partite della prossima Coppa del Mondo dal suolo statunitense al Messico. La decisione nasce da serie preoccupazioni sulla sicurezza dei giocatori, aggravate dal recente aumento delle tensioni geopolitiche tra Washington e Teheran.
Mehdi Taj, presidente della federazione iraniana, ha dichiarato attraverso il profilo X dell'ambasciata in Messico: "Quando Trump ha esplicitamente affermato di non poter garantire la sicurezza della nazionale iraniana, certamente non viaggeremo in America. Stiamo negoziando con la FIFA per disputare le partite dell'Iran in Messico". Il comunicato rappresenta una risposta diretta alle affermazioni del presidente americano, il quale la scorsa settimana aveva suggerito che la partecipazione iraniana potrebbe non essere opportuna negli USA "per ragioni di sicurezza".
Secondo il calendario attuale, l'Iran è programmato per giocare due incontri a Los Angeles e uno a Seattle nella fase a gironi del torneo, in programma dal prossimo 11 giugno. Gli avversari nel Girone G sono Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Qualora entrambe le squadre terminassero seconde nei rispettivi gironi, sarebbero costrette ad affrontarsi negli ottavi di finale a Dallas. Finora, né la FIFA né i comitati organizzatori delle partite nelle due città americane hanno fornito commenti ufficiali.
Lo spostamento delle gare comporterebbe un considerevole riassetto logistico, sebbene precedenti storici dimostrino che la FIFA abbia già modificato sedi per questioni di sicurezza o tensioni geopolitiche. Nel cricket, ad esempio, le relazioni tese tra India e Pakistan hanno obbligato le due nazionali a incontrarsi esclusivamente in sedi neutrali durante tornei multisquadra. Analoghi trasferimenti potrebbero dunque rappresentare un precedente ragionevole.
La situazione si complica ulteriormente considerando le dichiarazioni del ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali, che la scorsa settimana aveva definito impossibile la partecipazione della nazionale a causa dei raid aerei statunitensi. Tuttavia, media ufficiali iraniani hanno successivamente smentito un'imminente ritirata ufficiale, creando confusione sulla posizione definitiva del governo. Una rinuncia formale alla competizione costituirebbe un evento senza precedenti nell'era moderna e imporrebbe a Fifa l'urgente compito di trovare una squadra sostitutiva.

















