A settantotto anni, Tony Powell ripensa con sofferenza ai suoi giorni da calciatore professionista nascondendo una parte fondamentale di sé. L'ex difensore centrale ha indossato le maglie di Bournemouth e Norwich negli anni Settanta, un'epoca in cui rivelare la propria omosessualità significava praticamente suicidarsi professionalmente. "Odiavo quella situazione," racconta Powell durante un'intervista in California, dove risiede dal 1981. "Volevo semplicemente essere me stesso, ma in quel momento non era una buona idea dichiararsi."

La sua testimonianza acquisisce ancora più peso grazie alla compagnia di Robbie Rogers, ex calciatore della nazionale statunitense che ha giocato brevemente in Inghilterra con Leeds e Stevenage nel 2012-13. Rogers, quaranta anni più giovane, conosce bene l'angoscia di dover mantenere nascosto un segreto così intimo. Tredici anni fa fu il primo a raccontare pubblicamente la sua storia dopo aver annunciato il coming out attraverso i social media, aprendo uno squarcio su quanto sia difficile conciliare il calcio professionistico con l'identità sessuale.

Powell e Rogers fanno parte di un gruppetto straordinariamente ristretto di giocatori che hanno avuto il coraggio di dichiararsi pubblicamente gay nel calcio inglese. Tra loro figura Justin Fashanu, che fu il primo a farlo nel 1990 e che Powell conobbe bene durante gli anni al Norwich, tra il 1978 e il 1981. Powell accumulò 275 presenze in maglia gialla e nera come centrale difensivo, mentre Fashanu realizzò 40 gol in 103 partite. "Era un giocatore davvero bravo e una persona meravigliosa," ricorda Powell. Sapeva già allora che Fashanu fosse gay? "Sì, ma non voleva parlarne. Era convinto che dichiararsi avrebbe terminato la sua carriera. Aveva paura," spiega Powell con una punta di malinconia.

Quando Powell si trasferì in America nell'agosto 1981, Fashanu era appena diventato il primo calciatore nero a raggiungere il milione di sterline di valore, acquisito dal Nottingham Forest di Brian Clough. Nonostante il prestigio, quella scelta non migliorò la situazione: Fashanu giocò solo 32 partite in campionato segnando tre gol, mentre Clough lo umiliava pubblicamente. Il suo viaggio calcistico lo portò in molteplici paesi e campionati diversi, ma la vergogna per la sua omosessualità lo perseguitò costantemente. Fashanu fece coming out pubblico sul Sun nell'ottobre 1990, ma la reazione mediatica e sociale lo ferì profondamente. Oggi una pellicola documentaria racconta la straordinaria storia di Powell, portando alla luce le sofferenze nascoste di generazioni di calciatori che hanno dovuto scegliere tra il calcio e l'autenticità personale.