In vista dell'imminente rassegna iridata che si disputerà in Nord America, l'attenzione mediatica è tutta rivolta alla nazionale inglese guidata dal commissario tecnico Thomas Tuchel. Nonostante una stagione complessa a livello di club, Jude Bellingham resta il perno centrale attorno al quale ruotano le speranze dei Tre Leoni per la conquista del titolo mondiale. Ollie Watkins, compagno di squadra e attaccante di spicco della selezione britannica, ha voluto prendere pubblicamente le difese della stella del Real Madrid, sottolineando come il suo talento e la sua tempra morale siano fondamentali per permettere all'Inghilterra di arrivare fino in fondo alla competizione più prestigiosa del pianeta.
Intervenendo nel programma Rio Ferdinand Presents, Watkins ha descritto Bellingham come un calciatore totale, capace di dominare ogni zona del campo grazie a una combinazione rara di tecnica sopraffina e atletismo dirompente. La sua forza sovrumana risiede nel fatto di essere un centrocampista completo sotto ogni punto di vista, ha dichiarato l'attaccante durante l'intervista. Watkins ha poi aggiunto che la capacità fisica di Jude di coprire ogni centimetro del terreno di gioco, unita alla sua costante voglia di avere il pallone tra i piedi, lo rende un elemento imprescindibile per lo scacchiere tattico di Tuchel. È fondamentale per un centrocampista non aver paura di sbagliare; lui corre all'indietro per recuperare e scatta in avanti per offendere, gestendo il ritmo della gara con una personalità fuori dal comune.
L'attaccante dell'Aston Villa ha poi affrontato le aspre critiche che spesso colpiscono Bellingham, accusato da alcuni osservatori di avere un atteggiamento arrogante verso gli arbitri o un linguaggio del corpo intimidatorio nei confronti dei propri compagni di squadra. Watkins ha smentito categoricamente queste ricostruzioni, dipingendo invece un ritratto di grande maturità che contrasta con la giovane età del talento di Stourbridge. Quando gioco con lui, guardandomi intorno, ho la sensazione di avere accanto un veterano di 28 o 30 anni per come si comporta e per come gestisce la pressione, ha spiegato Watkins. Secondo la punta inglese, quei gesti plateali in campo non sono lamentele fini a se stesse, ma un modo per trascinare la folla e spronare la squadra a non arrendersi mai, dimostrando una leadership che va ben oltre i suoi 22 anni.
La difesa di Watkins arriva dopo un'annata decisamente sottotono per il Real Madrid, che ha visto i giganti spagnoli chiudere la stagione senza alcun trofeo in bacheca, una rarità che ha portato addirittura all'esonero di due allenatori in pochi mesi. Questo clima di instabilità avrebbe potuto minare le certezze di un calciatore così giovane, ma Bellingham sembra intenzionato a trasformare la delusione madrilena in energia positiva per la spedizione mondiale. La fiducia incrollabile nei propri mezzi, citata da Watkins come il fattore che lo eleva al livello successivo, sarà il motore dell'Inghilterra in un torneo dove la solidità mentale conta quanto la qualità tecnica. Il centrocampista sembra infatti amare le responsabilità e non ha paura di caricarsele sulle spalle nei momenti di massima difficoltà.
Con il debutto mondiale ormai alle porte, il gruppo di Tuchel si stringe attorno ai suoi leader più carismatici per cercare un riscatto storico dopo le delusioni dei tornei precedenti. La presenza di un giocatore capace di assumersi oneri così pesanti è vista come una benedizione dallo spogliatoio dei Tre Leoni, che vede in Bellingham l'erede naturale dei grandi centrocampisti del passato. Watkins ha concluso il suo intervento ribadendo che avere compagni di squadra pronti a sacrificarsi per il collettivo è un vantaggio inestimabile. La maturità di Jude, unita alla sua fame di successi dopo il digiuno forzato con la maglia dei Blancos, potrebbe davvero rappresentare la chiave di volta per riportare finalmente la Coppa del Mondo oltremanica.