Il calcio europeo, con i suoi oltre 30 miliardi di euro di ricavi annui provenienti da diritti tv, biglietteria, sponsorizzazioni e merchandising, entra finalmente nel mirino della normativa antiriciclaggio. Per decenni questo settore ha operato con una regolamentazione finanziaria praticamente assente, ma la situazione cambierà radicalmente grazie al nuovo Regolamento europeo 2024/1624, che obbligherà l'intero sistema a conformarsi entro luglio 2029.
Il periodo di adeguamento è di appena tre anni. In questo lasso di tempo, club, agenti e intermediari dovranno implementare sistemi robusti di tracciabilità per monitorare ogni movimento economico: dai trasferimenti di giocatori alle permute, dalle commissioni ai procuratori fino agli investimenti diretti nel capitale societario. L'obiettivo dichiarato è chiaro: identificare con precisione chi immette denaro nel calcio e chi ne trae beneficio, eliminando le zone grigie che finora hanno permesso operazioni opache.
Le preoccupazioni legate a questa mancanza di controlli sono già state sollevate in Senato, dove il ministro dello Sport Andrea Abodi ha riconosciuto i rischi concreti. «È comprensibile preoccuparsi di situazioni che possono compromettere la solidità economica e l'affidabilità dei soggetti coinvolti», ha dichiarato il ministro, aggiungendo che occorre vigilanza su fenomeni come le cessioni a prezzi simbolici, le strutture societarie poco trasparenti e il possibile riciclaggio di denaro.
Secondo le nuove disposizioni, agenti calcistici e società professionistiche diventeranno «soggetti obbligati» a fare da sentinelle del sistema. Dovranno segnalare alle autorità competenti qualsiasi operazione sospetta, dagli accordi con sponsor ai rapporti con intermediari, fino alle transazioni legate ai calciomercato. Tuttavia, il regolamento lascia qualche margine di manovra ai singoli Stati membri, consentendo esenzioni parziali per i club della massima divisione con fatturato inferiore a 5 milioni di euro: un'ipotesi praticamente inesistente nei principali campionati europei.
L'implementazione di queste misure rappresenta un cambio di paradigma per il calcio continentale. Mentre l'obiettivo di rendere completamente trasparenti i flussi finanziari è ambizioso, persisteranno inevitabilmente alcune aree grigie dovute alle diverse interpretazioni nazionali della norma europea. Resta comunque una vittoria della trasparenza: il calcio non potrà più operare nel buio.

















