Brooklyn Beckham è nato nel marzo 1999 con una eredità calcistica già scritta. Primogenito della coppia d'oro formata da David Beckham e Victoria Adams, il giovane ha ereditato il talento calcistico del padre, uno dei centrocampisti più talentuosi della storia del calcio inglese e futuro capitano dell'Inghilterra. I segnali di un possibile futuro nel pallone sono emersi presto: da ragazzo ha impressionato gli allenatori delle scuole calcio del Tottenham Hotspur nelle sessioni comunitarie.
Quando David Beckham si trasferì in America nel 2007 per giocare con la LA Galaxy, la famiglia al completo lo seguì. In quel periodo, Brooklyn si unì all'accademia della squadra californiana e successivamente ha avuto l'opportunità di allenarsi presso il Paris Saint-Germain durante il soggiorno francese del padre. Malgrado queste esperienze di prestigio, il percorso di Brooklyn nel calcio non ha preso la piega sperata. Solo dopo il ritiro di David nel 2013, il figlio ha iniziato a cercare una vera strada propria nel settore giovanile.
Nell'estate del 2013, all'età di quattordici anni, è emerso che Brooklyn stava svolgendo allenamenti presso l'accademia del Queens Park Rangers, poco dopo che suo padre aveva annunciato il ritiro dalle competizioni. Aveva inoltre sostenuto una prova con il Chelsea. Secondo quanto risulta a CalcioNotizia, Brooklyn possedeva ottime qualità tecniche e giocava come centrocampista e ala, posizioni simili a quelle del celebre padre, ma faticava notevolmente nell'integrazione con i compagni di squadra. Chi lo ha conosciuto in questo periodo racconta che il giovane era introverso e timido, tendendo a restare in disparte durante le dinamiche di gruppo.
La sua condizione era complicata da fattori esterni fuori dal suo controllo. In qualità di figlio del calciatore più celebre d'Inghilterra, i suoi primi passi nel calcio professionistico venivano monitorati costantemente dalla squadra di sicurezza della famiglia. Questa situazione creava un'atmosfera particolare che contribuiva a renderlo più riservato rispetto agli altri giovani atleti. Quando David decideva di partecipare agli allenamenti, la sua semplice presenza trasformava le sessioni in un circo mediatico, causando notevoli disruzioni. L'imbarazzo di Brooklyn per questa attenzione anomala era palpabile.
Una dinamica non dissimile da quella sperimentata anni prima da Kai Rooney, giovane accademico del Manchester United, che ha dovuto chiedere a suo padre Wayne di non partecipare alle sue partite proprio per evitare distrazioni. Successivamente, a quindici anni, Brooklyn si è trasferito all'Arsenal e ha avuto la possibilità di figurare nella rosa giovanile under 18. Jaidon Sancho, all'epoca suo compagno di squadra ai Gunners e attualmente in forza al Burnley, ha ricordato in un'intervista rilasciata a Goal nel 2021 di aver trovato interessante l'esperienza di avere Brooklyn: "Era una persona molto gentile", ha dichiarato il giocatore, confermando che nonostante le difficoltà, il giovane manteneva un atteggiamento positivo nell'ambiente calcistico.

















