La Lazio interrompe un digiuno di risultati utili lungo più di trenta giorni battendo il Sassuolo con un convincente 2-1 allo stadio Olimpico, rimasto praticamente deserto a causa dello sciopero dei sostenitori contro la gestione societaria. Una piazza silente che contrasta nettamente con l'intensità della gara, decisa dal gol tardivo di Marusic quando la partita sembrava destinata al pareggio. Nel primo tempo Paolo Maldini aveva portato in vantaggio i capitolini, ma la rete di Laurienté aveva ristabilito l'equilibrio prima del finale decisivo.

Negli spogliatoi, Maurizio Sarri ha analizzato la prova della sua squadra con soddisfazione relativa: "Cercavamo questa vittoria con urgenza, perché finire in parità sarebbe stato un'ingiustizia considerando come abbiamo disputato la gara," ha spiegato l'allenatore della Lazio ai microfoni. "Abbiamo affrontato non poche difficoltà, soprattutto a causa delle assenze che ci condizionano da tempo, ma nel complesso la prestazione mi è piaciuta. Nel primo tempo abbiamo dovuto fare i conti anche con gli infortuni di Cataldi e Romagnoli, ma i ragazzi hanno dimostrato carattere." Con questa affermazione, i laziali salgono a quota trentasette punti nella classifica generale.

Tra gli argomenti affrontati in conferenza, Sarri si è soffermato anche sulle scelte tattiche adottate, in particolare sull'impiego di Maldini come prima punta. "Ha le doti fisiche per ricoprire quel ruolo," ha dichiarato il tecnico, "anche se non sempre riesce a sfruttarle appieno. Noto però progressi significativi nel movimento offensivo e nell'attacco degli spazi. La soluzione di utilizzare Patric in regia nasceva da una situazione di emergenza legata ai tanti assenti: durante gli ultimi dieci giorni di allenamento abbiamo lavorato sulla velocità di gioco e i risultati si sono visti." Un'adattamento tattico che, pur sorprendendo chi osserva da fuori, rientra nella strategia del gruppo.

Ma la nota più amara della serata riguarda il clima che avvolge il club capitolino. Sarri non ha trattenuto la sua frustrazione di fronte alla protesta dei supporter: "Non mi compete capire cosa possa fare la società per riconciliarsi con i tifosi, non sono un dirigente," ha affermato il mister con un velo di amarezza. "Quello che so è che dalla scorsa estate ho scelto di restare qui proprio per il popolo della Lazio, per il senso di appartenenza che questa piazza ispira. Eppure, mentre mi trovo in uno stadio quasi vuoto come oggi, devo ammettere che non riesco nemmeno io a capire perché ho deciso di fermarmi. La situazione è deprimente e va affrontata seriamente da chi ha responsabilità decisionali."