Il panorama del calcio scozzese è da sempre dominato dalla feroce rivalità dell'Old Firm, il derby di Glasgow che divide una nazione intera tra il verde del Celtic e il blu dei Rangers. In questo contesto, Kemar Roofe rappresenta uno dei nomi che più hanno inciso negli ultimi anni, ma la sua storia avrebbe potuto prendere una piega drasticamente diversa. L'attaccante, che nel 2020 si è trasferito ai Rangers per una cifra vicina ai 5 milioni di euro proveniente dall'Anderlecht, ha recentemente rivelato un retroscena di mercato che avrebbe potuto vederlo protagonista sull'altra sponda della città. Prima che la trattativa con il club di Ibrox entrasse nel vivo, erano stati proprio i campioni in carica del Celtic a muovere i primi passi concreti per assicurarsi le sue prestazioni sportive.
Secondo quanto dichiarato dal calciatore trentatreenne, il primo approccio arrivò proprio dai biancoverdi. Roofe ha spiegato che il Celtic contattò il suo agente per sondare la disponibilità al trasferimento, ma la sua risposta iniziale fu un secco rifiuto. In quel momento, la sua priorità assoluta era rimanere in Belgio per consolidare la sua posizione sotto la guida tecnica di Vincent Kompany. L'ex difensore del Manchester City, allora allenatore dell'Anderlecht, aveva parlato chiaramente con l'attaccante dicendogli: 'Ti vogliamo ancora qui con noi'. Queste parole avevano convinto Roofe a restare a Bruxelles per disputare un'altra stagione completa, ignorando le sirene che arrivavano dalla Scozia e mantenendo la concentrazione esclusivamente sugli obiettivi del club belga.
Tuttavia, il destino e le difficoltà economiche hanno cambiato rapidamente le carte in tavola. Circa una settimana dopo il rifiuto al Celtic, la crisi finanziaria causata dalla pandemia globale ha spinto l'Anderlecht a rivedere le proprie posizioni. A differenza del Celtic, che si era limitato a una richiesta di informazioni, i Rangers presentarono un'offerta ufficiale e concreta che il club belga non poté rifiutare. Fu lo stesso Kompany a comunicare la notizia al giocatore, spiegando che la società aveva accettato la proposta dei Rangers e che la decisione finale spettava ora a lui. La differenza sostanziale, come sottolineato da Roofe, fu proprio la determinazione dei Rangers nel mettere sul piatto i soldi necessari per chiudere l'operazione immediatamente.
Il fattore decisivo che spinse l'attaccante ad accettare la sfida di Glasgow fu il colloquio diretto con Steven Gerrard, all'epoca allenatore dei Rangers. La leggenda del Liverpool usò parole carismatiche per convincerlo, dicendogli: 'Vieni qui, sii il nostro numero nove e vinci il campionato'. Quella promessa si trasformò in realtà in tempi brevissimi. Roofe divenne un pilastro della squadra che riuscì a conquistare il titolo nazionale dopo dieci anni di digiuno, chiudendo una stagione leggendaria senza subire nemmeno una sconfitta in campionato. Con 18 reti complessive nella sua prima annata, di cui 14 segnate nel torneo nazionale, l'attaccante ha giustificato l'investimento e ha cementato il suo posto nel cuore dei tifosi dei Rangers.
Oggi, mentre Kemar Roofe si trova in una fase di transizione della carriera essendo svincolato dopo l'ultima esperienza con la maglia del Walsall, il suo racconto offre uno spaccato affascinante sulle dinamiche del calciomercato internazionale. La sua scelta di preferire i Rangers al Celtic non è stata solo una questione di tempistiche, ma anche di visione sportiva e di opportunità colte al momento giusto. Mentre il campionato scozzese continua a vivere di duelli infiniti tra le due potenze di Glasgow, la testimonianza di Roofe ricorda come un singolo colpo di mercato possa spostare gli equilibri di un'intera competizione, scrivendo pagine indelebili nella storia di un club glorioso come quello di Ibrox.














