L'Inter di Cristian Chivu ha ufficialmente conquistato il ventunesimo Scudetto della sua storia, un traguardo che suggella una stagione dominata con autorità e visione tattica. La vittoria decisiva per 2-0 contro il Parma, ottenuta il 3 maggio con tre giornate d'anticipo, ha scatenato i festeggiamenti del popolo nerazzurro in tutto il mondo, celebrando un dominio che ha lasciato poco spazio alle inseguitrici. Questo successo non rappresenta solo il secondo titolo nazionale negli ultimi tre anni per il club di Viale della Liberazione, ma segna anche un primato storico per il tecnico romeno: Chivu è infatti il primo allenatore straniero a sollevare il trofeo della Serie A dai tempi di José Mourinho, che ci riuscì nel lontano 2010. Il legame tra i due, nato durante l'epopea del Triplete, si arricchisce oggi di un nuovo capitolo che vede l'allievo seguire le orme del maestro sulla panchina più prestigiosa di Milano.
Proprio lo "Special One", pochi giorni prima della certezza matematica del titolo, aveva rilasciato dichiarazioni significative al quotidiano Il Giornale, esprimendo tutto il suo orgoglio per il percorso intrapreso dal suo ex difensore. Mourinho ha ammesso con onestà di non aver inizialmente previsto un futuro da allenatore per Chivu, sottolineando però come l'intelligenza e lo studio abbiano fatto la differenza nel tempo. Il tecnico portoghese ha elogiato la gavetta del romeno, contrapponendola a chi oggi ottiene panchine importanti solo grazie a una buona capacità di autopromozione mediatica. Mourinho ha inoltre ribadito la sua ferma filosofia calcistica, definendo l'idea che lo stile di gioco conti più dei risultati come la più grande menzogna del calcio moderno, e aveva promesso un messaggio di congratulazioni non appena il titolo fosse stato ufficialmente assegnato.
Visibilmente emozionato dopo il fischio finale della sfida contro gli emiliani, Cristian Chivu ha commentato questo traguardo storico sottolineando l'importanza della continuità e del sacrificio collettivo mostrato dal gruppo. Nonostante qualche capello grigio in più rispetto ai tempi in cui correva sul campo con la protezione alla testa, il tecnico ha dichiarato di provare la stessa gioia travolgente di quando era un calciatore, attribuendo tutto il merito ai suoi ragazzi per una stagione vissuta come una vera e propria maratona di nervi e muscoli. L'Inter ha saputo reagire con fermezza ai rari momenti di flessione, dimostrando una maturità che è stata la chiave per superare le avversarie nei momenti cruciali del girone di ritorno. Per Chivu, onorare la maglia nerazzurra era un dovere morale verso la storia del club, e la conquista di questa ventunesima pagina gloriosa ne è la prova tangibile.
Il trionfo in campionato potrebbe essere solo l'inizio di un finale di stagione leggendario, dato che i nerazzurri sono attesi dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, in programma il prossimo 13 maggio 2026. Un eventuale successo porterebbe a una prestigiosa doppietta nazionale, consolidando ulteriormente la posizione di Chivu, che era stato chiamato alla guida della squadra nell'estate del 2025 dopo la pesante sconfitta per 5-0 subita da Simone Inzaghi nella finale di Champions League contro il PSG. La fiducia della società nei suoi confronti è totale e i risultati gli stanno dando ragione su ogni fronte. Il presidente Beppe Marotta ha già confermato l'intenzione di estendere l'attuale contratto del tecnico, in scadenza nel 2027, per blindare il quarantacinquenne e dare continuità a un progetto tecnico che ha riportato l'Inter ai vertici assoluti del calcio italiano.

















