Il Napoli si prepara a vivere un finale di stagione incandescente, con l'obiettivo dichiarato di blindare il secondo posto in classifica alle spalle dell'Inter già campione e, soprattutto, di ottenere la certezza matematica della qualificazione alla prossima Champions League. In questo scenario, gli occhi sono tutti puntati su Scott McTominay, il centrocampista scozzese che è diventato un pilastro insostituibile dello scacchiere tattico di Antonio Conte. Lunedì sera, allo stadio Diego Armando Maradona, arriverà il Bologna di Vincenzo Italiano, una squadra che ha già dimostrato in passato, specialmente nella finale di Supercoppa, di saper imbrigliare le manovre offensive dei partenopei. Per McTominay si tratta di un appuntamento cruciale, non solo per le ambizioni del club, ma anche per proseguire una curiosa striscia statistica che lo vede andare a segno con una regolarità quasi scientifica, alternando una domenica da protagonista a una di digiuno fin dallo scorso febbraio.
Analizzando il rendimento dell'ex calciatore del Manchester United, emerge chiaramente come la sua evoluzione in Italia sia stata totale, trasformandolo da mediano di rottura a vero e proprio incursore d'area di rigore. Attualmente, lo scozzese ha messo a referto 9 reti nel massimo campionato italiano e 13 complessive stagionali, includendo le 4 pesantissime marcature realizzate nel cammino europeo in Champions League. Raggiungere la doppia cifra in Serie A per il secondo anno consecutivo rappresenterebbe un traguardo storico per un centrocampista, confermando la bontà dell'investimento fatto dalla dirigenza azzurra due estati fa. Il record personale della passata stagione, chiusa con 13 gol totali di cui 12 in campionato, è ormai a un passo dall'essere superato, avendo ancora tre giornate a disposizione per compiere il sorpasso definitivo e scrivere una nuova pagina della sua carriera all'ombra del Vesuvio.
La sfida contro i felsinei non sarà però una passeggiata di salute, poiché la compagine emiliana ha già neutralizzato McTominay sia nella gara d'andata che nel confronto secco per il trofeo della Supercoppa. Tuttavia, il momento di forma dello scozzese suggerisce ottimismo: la sua capacità di inserimento senza palla e la sua strapotenza fisica lo rendono un rebus difficilmente risolvibile per le difese avversarie, specialmente quando ha campo davanti a sé per affondare il colpo. Nell'ultima uscita casalinga, Scott ha sfiorato addirittura la quaterna personale, fallendo un calcio di rigore ma trovando comunque la via della rete in apertura di match, a testimonianza di una fame agonistica che non accenna a diminuire nonostante le fatiche di una stagione logorante. La sua presenza garantisce a Conte non solo muscoli e centimetri, ma anche una visione di gioco periferica che permette alla squadra di risalire il campo con velocità e precisione.
Oltre ai numeri puramente realizzativi, McTominay si è imposto come uno dei leader carismatici dello spogliatoio, diventando il partner ideale per Rasmus Hojlund nel sostenere il peso dell'attacco azzurro. Se il danese rappresenta il terminale offensivo principale, lo scozzese è l'arma impropria che parte dalle retrovie, capace di leggere in anticipo le traiettorie e di farsi trovare sempre al posto giusto nel momento giusto. La sua centralità nel progetto tecnico è testimoniata dal fatto che l'allenatore leccese non rinuncia quasi mai al suo apporto, schierandolo titolare in ogni occasione utile, al netto di piccoli problemi fisici che ne hanno rallentato la corsa in alcuni frangenti. Con il supporto del pubblico del Maradona, McTominay cercherà di caricarsi sulle spalle le speranze di una città intera, desiderosa di festeggiare il ritorno nell'Europa che conta e di celebrare il proprio beniamino, ormai consacrato come uno dei migliori interpreti del ruolo a livello internazionale.

















