In vista dell'incrocio fondamentale tra Lecce e Juventus, sfida che mette in palio punti pesanti per la salvezza dei salentini e la qualificazione in Champions League dei bianconeri, il responsabile dell'area tecnica giallorossa Pantaleo Corvino ha tracciato un bilancio profondo della stagione. Il dirigente ha sottolineato come, in questo confronto, sia proprio la sua squadra ad avere il carico di pressione maggiore. Secondo Corvino, si tratta di una classica sfida tra Davide e Golia, dove il Lecce è costretto a lottare con le unghie per mantenere la categoria. La retrocessione rappresenterebbe un danno enorme, poiché significherebbe l'addio al palcoscenico della Serie A, un rischio che, a suo avviso, pesa molto più dell'eventuale mancato raggiungimento dell'obiettivo europeo da parte della Vecchia Signora.
Passando all'analisi della guida tecnica, Corvino ha espresso una soddisfazione totale per l'operato di Eusebio Di Francesco. A tre giornate dalla conclusione del campionato, il Lecce vanta cinque punti in più rispetto alla passata stagione, un dato che certifica la crescita del gruppo sotto la gestione dell'allenatore abruzzese. Il dirigente ha lodato la capacità del mister di incarnare i principi del club e i valori del territorio salentino, augurandogli una conclusione di stagione più fortunata rispetto alle sue precedenti esperienze sulle panchine di Frosinone e Venezia. La stabilità tecnica sembra essere il pilastro su cui Corvino vuole costruire il futuro, puntando sulla valorizzazione dei giovani talenti che stanno emergendo con forza.
Proprio sul fronte dei giovani, il direttore ha citato con orgoglio i progressi di alcuni profili promettenti che stanno attirando l'attenzione degli addetti ai lavori. In difesa, Tiago Gabriel, classe 2004, e Siebert, classe 2002, stanno dimostrando potenzialità fuori dal comune, confermando la bontà dello scouting salentino. Anche a centrocampo si sta mettendo in luce Ngom, un altro giovane del 2004 che sta trovando spazio e continuità. Corvino è convinto che questi ragazzi seguiranno le orme di chi, nelle stagioni passate, ha sfruttato la vetrina di Lecce per approdare in palcoscenici ancora più prestigiosi, garantendo al club sia risultati sportivi che plusvalenze vitali.
Un capitolo a parte merita il giudizio su Luciano Spalletti, attuale tecnico della Juventus, definito da Corvino come un'eccellenza assoluta del calcio italiano. Il dirigente ha esaltato quella che definisce l'arte del fare, una dote che accomuna Spalletti e Di Francesco nonostante i diversi traguardi raggiunti in carriera. Entrambi i tecnici provengono da una scuola di pensiero simile, capace di dare un'identità precisa alle proprie squadre attraverso il gioco. Corvino ha speso parole di grande stima per i mesi trascorsi da Spalletti sulla panchina bianconera, riconoscendogli il merito di aver portato risultati concreti e una mentalità vincente in un ambiente estremamente esigente.
Il momento più emozionante dell'intervista riguarda però Dusan Vlahovic, che Corvino definisce un vero e proprio pezzo di cuore. Il dirigente ha ricordato con orgoglio quando lo portò a Firenze giovanissimo, occupando una casella per i calciatori non appartenenti all'Unione Europea tra lo scetticismo generale. Quella scommessa si rivelò vincente, portando a una cessione record per le casse della Fiorentina. Corvino ha descritto l'attaccante serbo come un vero numero nove e un cavallo di razza, sottolineando che, se le condizioni fisiche lo sosterranno, potrà superare agevolmente la soglia dei venti gol stagionali. Ha inoltre ricordato come Dusan si allenasse già da ragazzino sui calci di punizione, un colpo che oggi lo rende letale e che Corvino vedeva affinare quotidianamente dalla finestra del suo ufficio.
Infine, interrogato sul futuro del centravanti, il dirigente salentino ha evitato di dare consigli diretti, riconoscendo in Vlahovic un uomo ormai maturo e consapevole delle proprie scelte. Essendo già in una società di vertice come la Juventus, il serbo non ha bisogno di suggerimenti esterni, ma Corvino è certo che possa dare ancora moltissimo alla causa bianconera. Un giocatore con le sue caratteristiche, se impiegato a pieno regime, rappresenta un valore aggiunto inestimabile per qualsiasi squadra di alto livello. Nonostante l'affetto che li lega, Corvino ha concluso con una battuta, ammettendo che avrebbe preferito vedere il ritorno in campo di Vlahovic solo dopo la sfida contro il suo Lecce.

















