L'Inter non perde tempo e, dopo aver messo ufficialmente in bacheca il ventunesimo scudetto della sua gloriosa storia, si prepara a blindare il condottiero di questo successo. Cristian Chivu è infatti pronto a siglare un nuovo accordo che lo legherà ai colori nerazzurri fino al 30 giugno 2028, prolungando di un'ulteriore stagione il precedente vincolo che scadeva nel 2027. Questa mossa rientra nella consolidata strategia gestionale di Giuseppe Marotta, il quale preferisce categoricamente evitare di iniziare un nuovo ciclo sportivo con un allenatore in scadenza di contratto. Oltre alla durata, l'intesa prevede un sostanzioso ritocco dell'ingaggio, che passerà dagli attuali 2,5 milioni di euro a circa 3,5 milioni a stagione, a cui andranno aggiunti vari bonus legati ai risultati sportivi futuri.

Il percorso del tecnico rumeno sulla panchina della prima squadra era iniziato tra lo scetticismo di chi temeva che la sua relativa inesperienza potesse pesare in un ambiente esigente come quello di San Siro. Tuttavia, i fatti hanno smentito ogni perplessità: Chivu ha dimostrato una maturità tattica e gestionale fuori dal comune, riuscendo a instaurare un rapporto di profonda empatia con lo spogliatoio fin dai primi giorni del suo incarico. Invece di stravolgere il lavoro dei suoi predecessori, ha saputo assecondare le caratteristiche tecniche del gruppo, inserendo gradualmente le proprie idee innovative senza rompere gli equilibri preesistenti. Il risultato è stato un campionato dominato in lungo e in largo, con distacchi abissali inflitti alle dirette concorrenti: dodici punti di vantaggio sul Napoli, quindici sul Milan e ben diciassette sulla Juventus, a testimonianza di una superiorità schiacciante.

Il presidente Giuseppe Marotta ha espresso parole di grande stima nei confronti dell'allenatore, sottolineando come la scelta di affidargli la guida tecnica sia stata dettata dal coraggio e dalla lungimiranza della società. Il numero uno nerazzurro ha dichiarato che Cristian ha le qualità necessarie per restare all'Inter per moltissimi anni, aggiungendo in modo scherzoso che è più probabile che sia lui stesso a lasciare il club prima del tecnico. Marotta ha ammesso di non essersi aspettato una vittoria del campionato ottenuta con tale facilità e il contemporaneo raggiungimento della finale di Coppa Italia. Nonostante l'amarezza per l'eliminazione prematura in Champions League, definita come l'unico piccolo neo di un'annata altrimenti perfetta, la dirigenza è convinta che il tecnico possa migliorare ulteriormente le prestazioni europee nella prossima stagione.

Ora l'attenzione si sposta immediatamente sulla finale di Coppa Italia, in programma il prossimo 13 maggio, dove l'Inter cercherà di centrare il prestigioso obiettivo della doppietta nazionale. Chivu ha già ampiamente dimostrato di non voler abbassare la guardia, come confermato dal suo atteggiamento durante l'ultima sfida di campionato che ha sancito matematicamente il titolo tricolore. Nonostante un pareggio sarebbe stato sufficiente per dare il via ai festeggiamenti, il tecnico ha continuato a incitare i suoi giocatori dalla panchina con la consueta intensità agonistica, pretendendo la vittoria fino all'ultimo minuto di gioco. Questo approccio, che alterna sapientemente il dialogo e la fermezza, è diventato il marchio di fabbrica di un allenatore capace di concedere riposo quando necessario, ma implacabile nel richiedere il massimo impegno professionale in ogni singola sessione di allenamento.