Casemiro si appresta a chiudere la sua avventura al Manchester United, ma lo farà in un modo che pochi avrebbero osato prevedere solo un anno fa. Il centrocampista brasiliano, oggi trentaquattrenne, lascerà l'Old Trafford al termine della stagione attuale, una decisione già ufficializzata a gennaio che ha però scatenato una reazione inaspettata tra i tifosi dei Red Devils. Se inizialmente il suo addio sembrava una liberazione necessaria per un club in fase di profonda ristrutturazione, le prestazioni monumentali fornite negli ultimi mesi hanno spinto la tifoseria a implorare il giocatore di restare. Con nove reti segnate, dato che lo vede secondo solo a Benjamin Sesko nella classifica marcatori interna, e oltre 2.400 minuti accumulati in 31 presenze da titolare, l'ex pilastro del Real Madrid ha dimostrato di essere ancora un elemento d'élite nel panorama calcistico internazionale.
La parabola di Casemiro in Inghilterra è stata segnata da critiche feroci, in particolare quelle dell'opinionista Jamie Carragher, che dopo una pesante sconfitta per 4-0 contro il Crystal Palace nel maggio 2024, gli aveva suggerito in diretta televisiva di "lasciare il calcio prima che il calcio lasci te". Carragher era arrivato a sostenere con estrema durezza che al brasiliano restassero solo tre partite ad alto livello, riflettendo un sentimento comune di declino fisico e tecnico che sembrava ormai irreversibile. Tuttavia, la risposta sul campo è stata categorica e ha rivelato la forza caratteriale di un uomo capace di vincere cinque Champions League in carriera. Recentemente, lo stesso Carragher è stato costretto a una clamorosa retromarcia, ammettendo pubblicamente che il calcio non ha affatto abbandonato il mediano brasiliano, vista la qualità e la costanza espresse in questa edizione della Premier League.
Il percorso di riscatto non è stato privo di ostacoli, specialmente durante la transizione tecnica tra Erik ten Hag e Ruben Amorim. Nel gennaio 2025, Casemiro ha toccato il punto più basso della sua esperienza inglese, rimanendo in panchina per cinque partite consecutive di campionato contro avversari del calibro di Liverpool, Arsenal e Brighton. In quel periodo, Amorim sembrava preferire il giovane Toby Collyer, e persino il comproprietario Sir Jim Ratcliffe aveva citato l'acquisto del brasiliano come un esempio di gestione discutibile sul mercato, visti i costi elevati dell'ingaggio che si aggirano sulle 365.000 sterline a settimana. Nonostante l'esclusione dai titolari e le voci insistenti di una cessione imminente, il giocatore non ha mai smesso di lavorare duramente, aspettando l'occasione giusta per riconquistare la fiducia del nuovo allenatore portoghese e dimostrare il proprio valore.
La svolta definitiva è arrivata grazie alla gestione oculata di Amorim durante il cammino in Europa League, competizione che è diventata il palcoscenico della rinascita del numero 18. Il tecnico ha iniziato a schierare Casemiro con regolarità nelle sfide decisive contro Real Sociedad, Lione e Athletic Bilbao, portando la squadra fino alla finale poi persa contro il Tottenham. Amorim ha ammesso onestamente di aver inizialmente sottovalutato il valore del brasiliano, dichiarando: "Sto imparando a utilizzare giocatori come Casemiro; all'inizio era dietro a tutti i centrocampisti nelle gerarchie, ma ha lottato, ha lavorato e ora è tornato persino in nazionale". Questo ritorno in pianta stabile con la maglia del Brasile in vista dei prossimi Mondiali certifica una trasformazione totale. Casemiro lascerà dunque Manchester non come un peso economico, ma come un leader ritrovato, pronto per un'ultima grande sfida professionale lontano dall'Inghilterra.

















