Alisson Becker è finalmente prossimo al rientro in campo con la maglia del Liverpool dopo un'assenza forzata di oltre sei settimane a causa di un fastidioso infortunio al bicipite femorale. Il portiere brasiliano, colonna portante dei successi dell'era recente ad Anfield, sta accelerando i tempi per essere a disposizione in vista della cruciale trasferta di domenica contro il Manchester United all'Old Trafford. Tuttavia, nonostante il ritorno all'attività agonistica, il suo futuro a breve termine rimane avvolto da una fitta nebbia di incertezza. Sebbene il club abbia recentemente esercitato l'opzione per l'estensione di dodici mesi del suo contratto, che sarebbe altrimenti scaduto al termine di questa stagione, questa mossa non ha affatto messo a tacere le indiscrezioni riguardanti una sua possibile partenza durante la prossima sessione estiva di trasferimenti.
Le voci di mercato si fanno sempre più insistenti e portano dritto verso l'Italia, con la Juventus che appare in prima fila tra le pretendenti. Il club bianconero è attualmente guidato da Luciano Spalletti, l'allenatore che ha già avuto modo di valorizzare Alisson durante la sua fortunata esperienza alla Roma, prima del suo trasferimento record in Inghilterra. La scorsa settimana, il tecnico del Liverpool Arne Slot non ha fatto nulla per placare i rumors, mantenendo un profilo piuttosto distaccato sulla questione. L'allenatore olandese ha infatti dichiarato: "Le persone che prendono queste decisioni tengono conto di ogni singolo fattore. Cercano di fare le migliori scelte possibili agendo esclusivamente nell'interesse superiore del club". Queste parole sono state interpretate da molti osservatori come un segnale che la dirigenza dei Reds non consideri più il brasiliano come un elemento incedibile del progetto tecnico.
Un fattore determinante in questa valutazione è legato alla tenuta fisica del calciatore, che a 33 anni inizia a mostrare i primi segni di logoramento. Sebbene Slot abbia negato che l'età stia influenzando le prestazioni del portiere, le statistiche raccontano una realtà differente e piuttosto preoccupante per lo staff medico di Anfield. Nelle sue prime cinque stagioni in Premier League, Alisson aveva saltato complessivamente solo 19 partite tra campionato e Champions League a causa di infortuni o malattie. Tuttavia, in poco meno di tre stagioni recenti, il numero di assenze è raddoppiato, evidenziando una fragilità muscolare che mal si concilia con i ritmi asfissianti del calcio inglese. La proprietà del club, il gruppo Fenway Sports Group, segue da anni una politica rigorosa che prevede di non offrire contratti a lungo termine ai giocatori che hanno superato i trent'anni, con le sole eccezioni rappresentate da Mohamed Salah e Virgil van Dijk.
Il piano di successione del Liverpool appare peraltro già ben avviato e strutturato. L'investimento da 30 milioni di sterline effettuato nel 2024 per assicurarsi Giorgi Mamardashvili dal Valencia è un segnale inequivocabile: il nazionale georgiano non è stato acquistato per ricoprire il ruolo di semplice riserva. Nonostante sia attualmente alle prese con un infortunio, il venticinquenne ha già dimostrato il suo valore collezionando 18 presenze stagionali proprio a causa dei continui stop di Alisson. Sostituire il brasiliano con Mamardashvili permetterebbe al club non solo di ringiovanire la rosa, ma anche di alleggerire sensibilmente il monte ingaggi, dato che lo stipendio del georgiano è stimato essere circa la metà di quello percepito dall'attuale titolare. Questa strategia rientra in un più ampio processo di ricostruzione che mira ad abbassare l'età media della squadra sotto i 25 anni, garantendo sostenibilità e competitività per il prossimo ciclo sportivo.

















