L'avventura di Christopher Nkunku con la maglia del Milan sembra essere giunta a un capolinea precoce e amaro. Arrivato con l'aura del fuoriclasse capace di spostare gli equilibri, il fantasista francese non è mai riuscito a integrarsi pienamente nei meccanismi tattici della squadra, finendo progressivamente ai margini del progetto tecnico. La sua esultanza iconica, caratterizzata dal gonfiaggio di un palloncino rosso, è stata vista raramente dai tifosi di San Siro: appena sei reti complessive in tutta la stagione, un bottino decisamente magro per un giocatore del suo calibro. Il suo percorso era iniziato con un gol illusorio in Coppa Italia contro il Lecce, seguito da una breve fiammata in campionato tra la fine dell'anno e l'inizio del nuovo, grazie alla doppietta al Verona e alle marcature contro Fiorentina, Como e Bologna. Da quel momento in poi, però, il buio totale ha avvolto le sue prestazioni, trasformando quello che doveva essere un rilancio in un vero e proprio calvario sportivo.
Le radici di questa crisi sembrano affondare in un passato recente difficile, segnato dal pesante investimento di 65 milioni di euro effettuato dal Chelsea per strapparlo al Lipsia. In Germania, Nkunku aveva incantato l'Europa vincendo il titolo di capocannoniere della Bundesliga, ma il grave infortunio al ginocchio subito nel 2023 ha drasticamente ridimensionato le sue doti atletiche e la sua fiducia nei propri mezzi. Il Milan aveva scommesso su di lui sperando di ripetere l'operazione di successo compiuta con Christian Pulisic, un altro ex giocatore dei londinesi che a Milano ha ritrovato la sua dimensione ideale. Tuttavia, a differenza dell'americano, Nkunku è apparso schiacciato dalle aspettative e incapace di reagire alle difficoltà ambientali, non riuscendo mai a mostrare quella brillantezza e quella rapidità d'esecuzione che lo avevano reso uno dei profili più ambiti del calcio internazionale solo pochi anni fa.
Analizzando i numeri della sua annata in rossonero, emerge un quadro di discontinuità preoccupante che ha spinto la dirigenza a serie riflessioni sulla sostenibilità della sua permanenza a Milanello. Nonostante le 28 presenze totali collezionate in Serie A, il francese è partito titolare soltanto in 12 occasioni, subentrando dalla panchina per altre 16 volte senza quasi mai riuscire a incidere realmente sull'andamento dei match. Un esempio emblematico della sua stagione è stata la trasferta di Napoli, dove Nkunku ha sprecato una delle ultime grandi occasioni concessegli, offrendo una prova timida, priva di mordente e tecnicamente imprecisa. Questa mancanza di concretezza sotto porta, unita a una condizione fisica che ha faticato a stabilizzarsi dopo un'estate turbolenta, ha convinto lo staff tecnico e la società che la separazione immediata sia l'unica strada percorribile per il bene di entrambe le parti.
Sul fronte del mercato, il Milan ha già tracciato la strategia per la prossima sessione estiva, fissando il prezzo del cartellino intorno ai 30 milioni di euro. Si tratta di una cifra calcolata con estrema attenzione per evitare una pericolosa minusvalenza a bilancio, considerando che l'acquisto dal Chelsea era costato complessivamente 38 milioni di euro più 4 di bonus. In pole position per accaparrarsi le prestazioni del francese c'è attualmente il Fenerbahçe, che già durante la finestra di gennaio aveva effettuato i primi sondaggi esplorativi. Il club turco, tuttavia, dovrà prima definire ufficialmente la propria guida tecnica per la prossima stagione prima di affondare il colpo decisivo. Nel frattempo, il Milan guarda già oltre e valuta nuovi profili per rinforzare la rosa a disposizione di Massimiliano Allegri: tra i nomi più caldi spicca quello del giovane talento Alajbegovic, individuato come un possibile innesto di prospettiva per ridare imprevedibilità e freschezza alla manovra offensiva del Diavolo.

















