Gian Piero Gasperini si mostra determinato e combattivo alla vigilia di Bologna-Roma, partita che apre una settimana particolarmente intensa per la squadra capitolina. Nel corso della conferenza stampa a Bologna, l'allenatore ha sottolineato il totale impegno della Roma senza alcuna intenzione di fare calcoli: "Non abbiamo mai pensato di preservare energie o di rinunciare a qualcosa. Vogliamo avanzare in tutte le competizioni e se non dovessimo riuscirci, non sarà per mancanza di volontà da parte nostra".

Il calendario della Roma è infatti congestionato: domani c'è il Bologna in Serie A, domenica il Como, poi il ritorno europeo contro il Bologna in Europa League e infine la trasferta a Lecce prima della pausa internazionale. Un calendario che rende cruciale la gestione delle risorse umane. Su questo fronte, Gasperini ha fornito aggiornamenti tattici: Hermoso è disponibile e potrebbe partire dal primo minuto oppure entrare in corso d'opera. Riguardo a Pellegrini, il tecnico ha preferito evitare distrazioni esterne, concentrandosi unicamente sulle prestazioni in campo indipendentemente da questioni contrattuali.

Analizzando l'attacco, Gasperini ha riconosciuto il contributo di Malen nel rendere più incisiva la manovra offensiva nonostante il marcatore segnale una situazione di emergenza in zona gol dovuta alle assenze prolungate di Dybala e Soulè. Zaragoza, arrivato di recente, necessita ancora di tempo per integrarsi pienamente nei meccanismi giallorossi, proprio come accadde a Malen. La squadra sta affrontando questa fase di rotazioni forzate con Pellegrini come elemento maggiormente coinvolto negli ultimi impegni.

Momento significativo della conferenza è stata l'analisi del momento critico del calcio italiano. Gasperini ha affrontato senza giri di parole il tema della crisi della nostra calcio a livello europeo: negli ultimi venticinque anni, per quindici non ci sono stati club italiani ai vertici continentali. La Champions League manca da anni, l'Europa League non si vince dagli anni novanta, e questa stagione rappresenta un momento ancora più difficile rispetto al passato. Il tecnico ha evidenziato come il problema sia radicale e coinvolga tutto l'ecosistema calcistico italiano.

"Non possiamo attribuire la colpa a una semplice scelta tattica o a un cambio di modulo", ha spiegato Gasperini. "Si tratta di questioni molto più profonde che interessano gli allenatori, le società, i settori giovanili e il modo in cui vengono costruite le squadre. Anche il sistema informativo deve interrogarsi e cercare le cause reali. È un problema collettivo che la Nazionale stessa sta vivendo con difficoltà, e tutti dobbiamo assumerci responsabilità nel trovare soluzioni".