La Roma si trova a un crocevia decisivo nella rincorsa alla Champions League. Dopo il passo falso di Genova, i giallorossi devono difendere strenuamente il quarto posto dalle minacce di Juventus e Como in una fase che non consente distrazioni. Per fare il punto sulla situazione, abbiamo sentito Giuseppe Giannini, storica bandiera romanista, che ha offerto una lettura lucida delle chance della squadra di Gian Piero Gasperini.
Secondo l'ex capitano, l'elemento che più preoccupa non è tanto la forza degli avversari, quanto piuttosto il congestionato calendario che costringe la Roma a disputare impegni europei mentre Juventus e Como si concentrano esclusivamente sul campionato. «La differenza la farà la condizione atletica», spiega Giannini, che però nutre fiducia nella gestione tattica di Gasperini: il tecnico bergamasco conosce perfettamente come spremere al massimo le energie dei suoi giocatori fino al traguardo finale. Diverso il discorso legato al Como di Fabregas, squadra indubbiamente competitiva ma ancora priva di quella esperienza di vertice che caratterizza invece l'ambiente giallorosso.
Sulla spinosa questione della priorità tra Serie A e competizioni europee, Giannini è categorico: non esistono scelte di convenienza quando il piazzamento Champions è ancora in bilico. La Roma continuerà a giocare per vincere ogni match, sia nello scontro diretto di Bologna che altrove. Gasperini ha la solidità caratteriale per metabolizzare eventuali contrattempi senza che questi generino tensioni interne o cali di concentrazione. «L'atteggiamento è sempre stato presente», nota l'ex bandiera, «gli episodi sfavorevoli capitano a tutti, ma questa squadra sa come reagire con cattiveria agonistica».
Sul fronte offensivo, Giannini identifica in Malen l'elemento maggiormente in grado di fare la differenza in questa volata, sebbene riconosca che la situazione sarebbe completamente diversa se Dybala fosse ancora a disposizione. Tra i giovani vede interessanti progressioni sia in Pisilli che in Wesley, mentre per Lorenzo Pellegrini sottolinea come anche i campioni attraversino naturalmente fasi alterne: nulla da rimproverare sotto il profilo dell'impegno personale.







