Una storia che va oltre il calcio quella che si è consumata negli istanti precedenti il match tra Genoa e Roma disputato a Marassi il 9 marzo 2026. Protagonista assoluto della vicenda è stato Gasperini, tecnico dei giallorossi, che si è reso protagonista di un gesto di straordinaria sensibilità nei confronti di un giovane tifoso.
Come da tradizione, prima del calcio d'inizio le due squadre sfilano sul terreno di gioco accompagnate dai rispettivi arbitri e assistenti. A precedere giocatori e capitani vi sono le mascotte, i bambini e le bambine che condividono il brivido del prepartita passeggiando accanto ai loro idoli. Eppure, al momento dell'uscita dal sottopassaggio dello stadio ligure, qualcosa è andato storto: le mascotte erano in numero dispari.
A quel punto è entrato in gioco l'istinto di Gasperini. L'allenatore della Roma ha immediatamente notato un bambino rimasto indietro, con lo sguardo smarrito e preoccupato, privo di un compagno di viaggio per questa breve ma emozionante marcia verso il centro del campo. Senza esitare un attimo, il tecnico giallorosso si è avvicinato al piccolo, gli ha preso la mano e lo ha rassicurato con parole affettuose: "Tu entri con me".
Un momento di pura tenerezza che ha trasformato la delusione iniziale del bambino in gioia genuina, regalandogli un ricordo indimenticabile. A dispetto del risultato finale amareggiante per la Roma all'interno del campo, questa immagine resterà impressa negli animi di chi ha assistito alla scena, ricordandoci che nel calcio, aldilà dei risultati e delle strategie tattiche, il valore umano rimane sempre prevalente.

















