Remo Freuler si prepara alla sfida tra Bologna e Roma con la consapevolezza di chi ha già affrontato molte volte il calcio proposto da Gian Piero Gasperini. Il centrocampista svizzero, che ha militato sotto la guida del tecnico bergamasco, conosce bene i meccanismi tattici che caratterizzano le squadre di Gasperini e non vede l'ora di misurarsi nuovamente con lui domani in Europa.
«Ho imparato a memoria il modo di giocare di Gasperini» ha dichiarato Freuler ai microfoni di Sky Sport durante un'intervista esclusiva. «Naturalmente anche lui ha evoluto il suo calcio negli anni, ma gli elementi fondamentali rimangono più o meno invariati. Sono veramente contento di affrontarlo domani». Un riconoscimento della serietà e della continuità tattica che caratterizza il lavoro del tecnico, pur riconoscendo i continui aggiustamenti che introduce.
Il mediano ha riflettuto anche sulla difficoltà di giocare una competizione europea contro una squadra del medesimo campionato italiano. «Dipende davvero dall'avversario» ha spiegato. «In questo caso siamo stati fortunati e sfortunati allo stesso tempo: la Roma è una grande squadra, molto forte. Affrontarla in questa fase è più complicato rispetto a giocare contro formazioni come il Genk. Non è una questione di dispregio, semplicemente si tratta di una realtà diversa».
Quando si parla del rapporto tra Freuler e Gasperini, non può non emergere la nostalgia di momenti indimenticabili. «Mi torna subito in mente il ballo che abbiamo fatto insieme dopo la partita contro lo Shakhtar Donetsk, quando ci siamo qualificati per gli ottavi di Champions League» ricorda il calciatore con evidente emozione. «Quella gioia rimane dentro di me, così come il legame speciale che ho sempre avuto con Gasperini dentro e fuori dal campo». Un'amicizia calcistica che ha prodotto frutti importanti e che ancora oggi rappresenta un capitolo significativo della carriera di Freuler.
L'incontro di domani sarà dunque qualcosa di più di una semplice partita: sarà il confronto tra due realtà legate da stima reciproca, dove la nostalgia si mescola alla voglia di competere al massimo livello.

