L'Hellas Verona ha rilasciato una nota ufficiale per stigmatizzare quanto accaduto domenica scorsa alla Stazione Centrale di Bologna, dove un gruppo di tifosi gialloblù ha esibito saluti fascisti. L'episodio è stato documentato in un video denunciato pubblicamente dal consigliere comunale bolognese Detjon Begaj, suscitando immediate reazioni critiche nei confronti della frangia più estremista della tifoseria veronese.
La società ha voluto esprimersi con chiarezza assoluta, dichiarando di «condannare senza ambiguità ogni comportamento, gesto o simbolo che richiami ideologie estremiste». Una posizione netta e inequivocabile, che mira a tracciare una linea netta tra l'istituzione sportiva e qualsiasi forma di estremismo politico.
Nella dichiarazione ufficiale, il Verona ha sottolineato come simili comportamenti siano «totalmente incompatibili con i principi democratici e con i valori che lo sport rappresenta». Il club ha inoltre ribadito il suo fermo impegno nel contrastare violenza, odio e discriminazione, non considerando accettabili né le ideologie che minano il rispetto reciproco né quelle che danneggiano la convivenza civile.
Un passaggio cruciale della nota riguarda la distinzione tra l'intera tifoseria e gli autori dei comportamenti scorretti. Secondo la società scaligera, l'episodio bolognese non rappresenta la compagine gialloblù nel suo complesso, «da sempre caratterizzata da passione, lealtà e correttezza nel supportare la squadra». Una precisazione importante per non criminalizzare indiscriminatamente il movimento dei tifosi veronesi.
L'Hellas ha concluso ribadendo la propria determinazione nel proteggere e difendere i valori dello sport, promettendo di opporsi fermamente a ogni manifestazione di violenza, odio e discriminazione all'interno e all'esterno dello stadio. Il messaggio è chiaro: non c'è spazio per l'estremismo nell'identità del club.



















