Una clamorosa battaglia legale sta scuotendo il mondo del calcio internazionale, vedendo coinvolti il leggendario Lionel Messi e la Federazione Calcistica Argentina (AFA). Secondo quanto riportato dalla testata americana TMZ, la società di promozione VID, specializzata nell'organizzazione di eventi sportivi e musicali nel sud della Florida, ha intentato una causa per frode e inadempimento contrattuale. Al centro della disputa ci sarebbe un accordo da 7 milioni di dollari firmato lo scorso agosto, che garantiva alla VID i diritti esclusivi per due amichevoli della Seleccion giocate a ottobre contro Venezuela e Porto Rico. La clausola principale del contratto prevedeva che il fuoriclasse di Rosario scendesse in campo per almeno trenta minuti in ogni incontro, a meno di infortuni certificati.

Le polemiche si sono accese in particolare dopo la sfida contro il Venezuela, vinta dall'Argentina per 1-0 al Hard Rock Stadium di Miami. In quell'occasione, il trentottenne Messi è rimasto per tutta la durata del match in una suite di lusso insieme alla sua famiglia, senza mai calcare il terreno di gioco. La società VID sostiene non solo di aver subito un danno d'immagine, ma sottolinea con forza un dettaglio sospetto: appena ventiquattro ore dopo l'amichevole della nazionale, Messi è sceso regolarmente in campo con l'Inter Miami nella Major League Soccer, segnando addirittura una doppietta contro l'Atlanta United. Questa circostanza smentirebbe l'ipotesi di un problema fisico, configurando secondo l'accusa una chiara violazione degli accordi presi.

Un altro punto critico della causa riguarda lo spostamento della seconda amichevole contro il Porto Rico. Originariamente programmata al Soldier Field di Chicago, stadio con una capienza di oltre 61.000 spettatori, la partita è stata improvvisamente trasferita al Chase Stadium di Fort Lauderdale, che può ospitare poco più di 21.000 persone. Questo cambio di sede avrebbe causato alla VID perdite superiori al milione di dollari. Le motivazioni fornite dall'AFA parlavano di complicazioni legate alle politiche sull'immigrazione del Presidente Donald Trump a Chicago, ma le autorità locali hanno smentito tale versione, attribuendo lo spostamento alla scarsa vendita dei biglietti. La discrepanza tra le versioni ha ulteriormente inasprito i rapporti tra le parti.

Per cercare di sanare la situazione e coprire i debiti accumulati, la Federazione Argentina avrebbe promesso alla VID l'organizzazione di alcune partite amichevoli in Cina durante l'anno in corso. Tuttavia, a causa di un calendario internazionale estremamente fitto, che include anche l'imminente Coppa del Mondo negli Stati Uniti, questi impegni non si sono mai concretizzati. La società promotrice sostiene che queste promesse siano state solo un modo per prendere tempo e ora esige il rimborso totale di tutte le somme perse a causa della gestione ritenuta dilettantistica e fraudolenta degli eventi di ottobre. La richiesta di risarcimento punta a coprire sia i costi vivi che il mancato guadagno derivante dall'assenza della stella principale.

La risposta della Federazione Argentina non si è fatta attendere. Attraverso un comunicato ufficiale, l'AFA ha dichiarato di essere pienamente a conoscenza della causa intentata dal gruppo VID e dal suo titolare, Javier Fernandez, ma respinge ogni accusa con fermezza. I vertici federali sostengono di aver adempiuto a ogni obbligo contrattuale, portando la nazionale argentina regolarmente in campo per entrambi i match previsti. La nota conclude con un tono di sfida, affermando che la Federazione è pronta a difendersi nelle sedi competenti e che, al contrario, intende procedere legalmente per recuperare milioni di dollari che sarebbero dovuti proprio dalla VID alla stessa AFA. Anche i rappresentanti legali di Messi sono stati contattati per un commento, ma al momento preferiscono mantenere il massimo riserbo sulla vicenda.