A trentasei anni, Alexandre Pato continua a essere protagonista quando parla della sua esperienza calcistica in patria. L'ex talento rossonero, lontano dai campi dal 2023, ha concesso un'intervista alla trasmissione di Espn nella quale ha ripercorso i momenti salienti della sua avventura nel campionato brasiliano, tracciando un bilancio emotivo e sportivo di quegli anni fondamentali per la sua carriera.

Interrogato sui suoi club brasiliani preferiti, Pato non ha avuto indugi nel posizionare il San Paolo in vetta alla classifica affettiva. Con il Tricolor Paulista ha indossato la casacca in tre diversi periodi della sua carriera, accumulando 143 presenze complessive e realizzando 49 gol. «San Paolo è una squadra che amo profondamente», ha sottolineato il calciatore. «Mi ha accolto con calore straordinario e il legame con i loro tifosi rimane speciale. Persino a mio figlio ho comprato per primo una maglia del Milan, ma continuo a chiedere al San Paolo di mandarmi la loro per farla indossare a lui. Spero che col tempo capisca quanto rappresenti per me questa squadra».

Nonostante l'amore incondizionato verso il club paulista, Pato nutre una gratitudine sincera anche nei confronti del Corinthians, il club che nel 2013 decise di scommettere su di lui nel momento in cui aveva maggiormente bisogno di rilancio dopo l'esperienza europea. «Il Corinthians mi ha salvato professionalmente», ha riconosciuto. «Mi ha permesso di tornare ai livelli che meritavo, lo staff è stato eccezionale e ho ritrovato il gol e la serenità. Sono diventato campione e porterò sempre stima verso questa società».

Tuttavia, il ricordo del periodo al Timão rimane macchiato da un episodio che ha segnato l'intero ambiente: il rigore a cucchiaio parato da Dida nei quarti di Coppa del Brasile contro il Gremio. Un momento che Pato ha deciso di affrontare con autocritica e una dose di ironia. «Ho passato l'intera settimana in allenamento a calciare rigori con quella tecnica, divertendomi con i compagni», ha raccontato. «Arrivato al momento cruciale, ho scelto la stessa soluzione. Probabilmente, con l'esperienza di oggi, avrei tirato forte. È stato un errore madornale e ho pianto disperatamente subito dopo. Non nego che per un periodo ho girato praticamente con la scorta». Una confessione che dimostra quanto profondamente lo abbiano colpito le conseguenze di quel fallimento.

Per concludere l'intervista, Pato ha lanciato una battuta sarcastica sul futuro calcistico di suo figlio e sul tifo che sceglierà. «Potrà tifare chi vuole, ma se dovesse diventare corinthiano, probabilmente andrà allo stadio da solo. Se sceglie il Palmeiras, allora magari lo accompagno io».