Il Tottenham esce di scena dall'Europa League con una débâcle che risuona ancora peggio del risultato finale. Nella città che ospita il Guernica di Picasso, gli Spurs hanno regalato una propria opera surrealista di disastro: cinque gol incassati contro l'Atletico Madrid, quattro dei quali regalati da errori clamorosi. Ma il numero in realtà racconta poco della tragedia consumatasi mercoledì sera sul terreno spagnolo.
Il vero scoglio è stato il giovane portiere Antonin Kinsky, gettato dal tecnico Igor Tudor nella partita più difficile della sua giovane carriera. A soli 22 anni, il numero uno è stato subito travolto dalla pressione, commettendo blunders che hanno consegnato palloni nelle mani dei madrileni. La pugnalata finale è arrivata al 17' minuto, quando Tudor lo ha sostituito pubblicamente, lasciandolo solo, senza una parola, mentre abbandonava il campo. Un trattamento che ha colpito nel profondo l'ambiente: giocatori come Cristian Romero, Kevin Danso e Pedro Porro hanno invece cercato di consolarlo, così come Palhinha, Solanke e Gallagher si sono affrettati verso gli spogliatoi. L'atteggiamento freddo del manager è stato percepito come mancanza di leadership e crudeltà verso un ragazzo lanciato in una missione impossibile.
Tudor, nominato solo quattro settimane fa come soluzione temporanea, non ha mai accumulato la fiducia del gruppo. Non aveva esperienza del Tottenham, non conosceva la Premier League, non aveva tempo per imporre un'identità tattica. In quattro partite ha scelto le formazioni sbagliate in tutte e quattro le occasioni, con i risultati che parlano da soli: 14 gol subiti complessivamente. Pure la reazione di Djed Spence, sostituito meno drammaticamente di Kinsky, non lascia dubbi: è tornato verso la panchina quasi per forzare Tudor a stringergli la mano, come a marcare un punto.
Se il risultato di Madrid già significava molto, la gestione della crisi ha sigillato il destino dell'allenatore croato. La Premier League non perdonerà questa serie di errori manageriali, e difficilmente qualcun altro lo ridarà una chance simile in Inghilterra. Kinsky avrà almeno il tempo per riprendersi e insegnare ai giovani portieri che un errore non definisce una carriera. Tudor, invece, se ne dovrà andare con il marchio indelebile di questa settimana maledetta.



















