David Trezeguet torna a parlare della Juventus e delle sue punte, affrontando direttamente il tema delle prestazioni di Dusan Vlahovic. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l'ex campione francese non nasconde una certa delusione nei confronti dell'attaccante serbo, pur riconoscendo le qualità che lo caratterizzano.
«Mi sarei aspettato di più da Vlahovic» dichiara senza giri di parole Trezeguet. L'ex numero 17 bianconero ricorda come fosse inizialmente ottimista all'arrivo del giocatore dalla Fiorentina, proprio per il suo profilo tecnico e atletico. «È veloce, fisico, possiede buona tecnica e a Firenze segnava molto» spiega, descrivendo i presupposti che avevano alimentato l'entusiasmo iniziale. Tuttavia, aggiunge Trezeguet, «la maglia della Juventus è diversa»: una frase che racchiude tutta la filosofia della società torinese.
Secondo l'ex francese, il problema di fondo è che alla quinta stagione a Torino, la questione sulla reale caratura di Vlahovic rimane ancora aperta. «Non si sa con certezza se sia veramente un nove da Juventus» sostiene Trezeguet, che durante la sua militanza in bianconero ha stabilito il principio secondo cui «il centravanti della Juve deve segnare per guadagnare». Trezeguet ricorda come questo concetto gli fosse stato espresso direttamente da Luciano Moggi quando aveva firmato nel 2000, pochi giorni prima del suo gol decisivo nella finale dell'Europeo contro l'Italia.
Il verdetto finale di Trezeguet è severo ma logico: «Se ancora adesso si parla di Vlahovic come di una promessa, qualcosa non va». Una critica che non ignora i problemi fisici affrontati dal serbo nella stagione in corso, ma che sottolinea come il tempo dei margini di miglioramento dovrebbe ormai essere concluso. Per Trezeguet, nella storia della Juventus le cose non cambiano: alle punte vengono richiesti gol, al club scudetti. E quest'anno quello scudetto manca da sei anni, un'assenza che l'ex centravanti giudica francamente eccessiva.



















