Il Napoli di Massimiliano Allegri ritrova il sorriso e la via del gol in modo prepotente, espugnando il campo del Monza con un netto quattro a uno che mette a tacere le critiche delle ultime settimane. Dopo la cocente delusione subita contro il Venezia e l'amaro pareggio maturato nella sfida contro la Roma, i partenopei avevano l'obbligo morale di rialzare la testa per non perdere contatto con le zone nobili della classifica di Serie A. Questa vittoria esterna, che mancava da oltre due mesi, rappresenta la migliore iniezione di fiducia possibile in vista del prossimo, attesissimo impegno di campionato contro la Juventus del grande ex Luciano Spalletti. Il successo in terra brianzola conferma la crescita offensiva di una squadra che sembra aver trovato una nuova identità, capace di colpire con continuità e ferocia agonistica.
La cronaca della sfida ha visto un Napoli inizialmente contratto, nonostante le scelte di formazione di Allegri che ha preferito limitare il turnover, lasciando inizialmente in panchina solo Kevin De Bruyne. Il vantaggio iniziale firmato da Hojlund sembrava aver messo la strada in discesa, ma alcune disattenzioni difensive di Di Lorenzo e Rrahmani hanno permesso al Monza di rientrare in partita grazie alla rete del solito Varela, giunto al suo ottavo centro in altrettante gare stagionali. Tuttavia, nella ripresa la qualità tecnica degli azzurri è emersa prepotentemente: prima Politano ha approfittato di un'incertezza della retroguardia di casa per riportare avanti i suoi, poi il giovane Rafa Marin ha trovato la gioia del primo gol italiano con un colpo di testa imperioso. A chiudere definitivamente i conti ci ha pensato proprio De Bruyne, entrato a gara in corso per sigillare il risultato sul definitivo poker.
Il dato statistico che emerge con maggiore forza da questa trasferta è quello relativo alla prolificità offensiva: undici reti messe a segno nelle ultime tre uscite ufficiali tra campionato e coppe europee. Si tratta di numeri che stridono fortemente con l'etichetta di allenatore legato esclusivamente alla vittoria di misura che spesso accompagna la carriera di Allegri, dimostrando come questo Napoli sappia essere spettacolare e concreto allo stesso tempo. La prestazione di Hojlund è stata emblematica in tal senso; l'attaccante, spesso bersaglio di critiche per una presunta mancanza di cinismo, ha dimostrato che se supportato adeguatamente dal resto della squadra può diventare un fattore determinante grazie alla sua straripante fisicità e a una tecnica individuale di alto livello che mette in crisi ogni marcatore.
Nonostante la festa per i tre punti conquistati, l'ambiente azzurro vive ore di grande apprensione per le condizioni di Stanislav Lobotka, uscito dal campo in barella con le mani sul volto in segno di disperazione. L'infortunio del metronomo slovacco rappresenta una tegola pesantissima per lo scacchiere tattico di Allegri, proprio all'inizio di un ciclo di partite terribile che vedrà il Napoli impegnato contro avversari del calibro di Porto in Champions League e Lazio in campionato. Se da un lato la difesa ha mostrato qualche crepa di troppo nelle fasi iniziali, dall'altro la crescita di personalità di Rafa Marin offre nuove soluzioni in un reparto che necessita di leader. Il tecnico livornese dovrà ora essere bravo a gestire le rotazioni e a mantenere alta la concentrazione, sperando che l'esito degli esami medici non complichi ulteriormente il cammino verso gli obiettivi stagionali.

















