Il derby della Madonnina si tinge di rossonero, lasciando l'Inter di Cristian Chivu a riflettere su una sconfitta per 3-1 che brucia non solo per il risultato, ma per le modalità con cui è maturata. La compagine nerazzurra è apparsa stordita sin dai primi istanti di gioco, subendo un micidiale uno-due firmato da Christian Pulisic e Adrien Rabiot nei primi dieci minuti, un colpo che ha compromesso immediatamente i piani tattici della vigilia. Nonostante il tentativo di reazione culminato nel gol di Alessandro Bastoni su sviluppo di un calcio d'angolo battuto da Hakan Calhanoglu, il Milan ha mantenuto il controllo, chiudendo i conti grazie a una punizione magistrale di Diego Moreira che ha scavalcato la barriera. Per Chivu si tratta della terza sconfitta su tre tentativi nella stracittadina da quando siede in panchina, un record negativo che pesa come un macigno sul morale dell'ambiente interista e che evidenzia una sofferenza cronica nelle sfide contro i rivali storici.
Nel post-partita, il tecnico rumeno ha cercato di spiegare le ragioni dietro una formazione iniziale che ha sorpreso molti osservatori, rivelando un'improvvisa emergenza sanitaria che ha colpito lo spogliatoio nelle ore precedenti al match. "Fa male perdere un derby in questo modo, avevamo aspettative diverse per ciò che questa partita rappresenta e per quello che dobbiamo difendere in campo," ha dichiarato Chivu ai microfoni della stampa, sottolineando come l'influenza abbia decimato i titolari. L'assenza del capitano Lautaro Martinez era già nota, ma il tecnico ha dovuto rinunciare anche al portiere Ivan Provedel, nemmeno in panchina, mentre Pio Esposito e Bonny sono stati messi fuori gioco da febbre alta e problemi gastrointestinali poco prima del fischio d'inizio. Queste defezioni hanno costretto l'allenatore a varare un inedito 3-4-2-1 con Petar Sucic e Andy Diouf a supporto dell'unica punta Marcus Thuram, un esperimento tattico nato dalla necessità di far giocare chiunque fosse in grado di stringere i denti.
Oltre alle scusanti mediche, Chivu non ha cercato alibi per l'atteggiamento mostrato dai suoi uomini nella prima frazione di gara, definendo l'approccio iniziale come totalmente errato e privo della necessaria cattiveria agonistica. Nonostante un possesso palla superiore nel secondo tempo, l'Inter è risultata spesso sterile nella manovra, faticando a scardinare la retroguardia milanista se non in rare occasioni isolate. Il tecnico ha però recriminato su un momento chiave del match: dopo aver accorciato le distanze, i nerazzurri hanno sfiorato il pareggio, negato solo da un intervento prodigioso di Mike Maignan che ha mantenuto il punteggio sul 2-1 prima del definitivo tris rossonero. "Abbiamo regalato un altro gol proprio prima dell'intervallo, un errore che a questi livelli non ci si può permettere se si vuole competere per traguardi importanti," ha aggiunto l'allenatore, visibilmente amareggiato per la lentezza mostrata nella fase difensiva.
La crisi di risultati nei derby si inserisce in un contesto più ampio di fragilità difensiva, dato che l'Inter è andata in svantaggio in ben otto delle ultime undici partite ufficiali disputate. Anche le recenti vittorie contro Fiorentina e Venezia, arrivate in extremis grazie ad autogol o giocate individuali negli ultimi minuti, avevano già evidenziato segnali di allarme che oggi sono esplosi in tutta la loro gravità contro un avversario di livello superiore. Chivu ha esortato il gruppo a voltare pagina immediatamente, ricordando che tra soli tre giorni ci sarà un altro impegno fondamentale che non ammette ulteriori passi falsi. La necessità di ritrovare la solidità e la fame agonistica della scorsa stagione è diventata ormai una priorità assoluta per evitare che la stagione prenda una piega pericolosa, specialmente in termini di fiducia nei propri mezzi tecnici e tattici all'interno di un campionato che non aspetta nessuno.















