La prestazione dell'arbitro Doveri nella sfida tra Genoa e Juventus, terminata con un netto 2-0 a favore dei padroni di casa, ha sollevato numerose polemiche e perplessità tra gli addetti ai lavori. Il fischietto della sezione di Roma è apparso incerto in diverse fasi cruciali dell'incontro, meritandosi un'insufficienza netta in pagella per una gestione dei momenti chiave che ha lasciato molti dubbi. Uno degli episodi più singolari si è verificato in occasione di una punizione indiretta assegnata ai bianconeri: nonostante il braccio alzato del direttore di gara, i calciatori della Juventus non avevano compreso la natura del calcio piazzato. È stato lo stesso Doveri ad avvicinarsi a Teun Koopmeiners per spiegargli esplicitamente che non avrebbe potuto calciare direttamente in porta, un intervento insolito che ha evitato un potenziale annullamento del gol ma che ha scatenato le proteste silenziose per l'eccessiva assistenza fornita ai giocatori in campo.
Oltre alla gestione dei calci piazzati, la moviola evidenzia gravi lacune nella distribuzione dei cartellini e nella valutazione dei contatti fisici durante tutto l'arco dei novanta minuti. Un errore evidente riguarda la mancata ammonizione di Bremer per un intervento ruvido su Vitinha, un fallo che appariva solare e che avrebbe dovuto comportare il giallo automatico per il difensore brasiliano della Juventus. La tensione è salita ulteriormente in occasione della rete del raddoppio firmata da Baldanzi, che ha di fatto chiuso i conti a Marassi. L'azione che ha portato al gol è nata da un contrasto molto sospetto al limite dell'area genoana tra il giovane bosniaco Alajbegovic e lo stesso Vitinha. Il giocatore bianconero ha colpito il pallone in modo sporco proprio mentre l'avversario interveniva sulla punta del suo piede; Doveri ha deciso di lasciar proseguire e il VAR Aureliano ha preferito non intervenire, nonostante l'intensità del contatto suggerisse una revisione più approfondita.
Non sono mancate le proteste anche nell'area di rigore del Genoa, in un clima reso complicato dalla fitta nebbia causata dai fumogeni dei tifosi locali che ha ridotto la visibilità in campo. In un'azione concitata, il portiere Vicario è uscito sui piedi di Ehizibue, che è crollato a terra reclamando con veemenza la massima punizione. Tuttavia, dalle immagini a disposizione, sembra che l'estremo difensore sia riuscito ad anticipare l'avversario toccando il pallone una frazione di secondo prima dell'impatto, giustificando così la decisione di Doveri di non fischiare il calcio di rigore. Anche in questo caso, la sala video presieduta da Aureliano ha confermato la decisione di campo, pur mantenendo un profilo estremamente basso durante tutta la gara, una condotta che ha portato a una valutazione di 5,5 per il responsabile al monitor, considerato troppo passivo di fronte alle incertezze del direttore di gara principale.
Il risultato finale di 2-0 premia l'organizzazione tattica del Genoa di Daniele De Rossi, che ha saputo sfruttare al meglio le occasioni create e la solidità difensiva per imbrigliare la manovra ospite. L'allenatore dei liguri ha lodato lo spirito combattivo dei suoi uomini definendoli meravigliosi per l'intensità mostrata contro una grande del campionato. Di contro, la Juventus di Luciano Spalletti esce pesantemente ridimensionata dalla trasferta ligure, con il tecnico che non ha nascosto la sua profonda amarezza per una prestazione definita di poco spessore e caratterizzata da una scarsa propensione alla lotta. Questa sconfitta rallenta bruscamente la corsa dei bianconeri verso le zone alte della classifica, evidenziando limiti caratteriali preoccupanti, mentre il Genoa respira aria di alta classifica grazie a una vittoria di prestigio che consolida il progetto tecnico iniziato in questa stagione.

















