Ancora una tegola per il Cagliari, che continua a fare i conti con una stagione caratterizzata da una serie di contrattempi che sembrano non concedere respiro alla squadra sarda. Questa volta il colpo arriva dal versante della difesa, dove il giovane laterale Riyad Idrissi dovrà stare ai box per un lungo periodo. Il classe 2003 ha rimediato un infortunio serio durante la gara giocata contro il Como, come confermato da successivi accertamenti medici.
L'episodio che ha compromesso la stagione di Idrissi si è verificato intorno al 33' della ripresa, quando il giocatore è subentrato a Rodriguez sulla fascia sinistra. Dopo aver iniziato bene la sua prestazione, dimostrando subito volontà e impegno nel suo ruolo, una brusca frenata a centrocampo ha causato un trauma al ginocchio sinistro del difensore. Il dolore è stato immediato e talmente intenso da convincere l'allenatore Pisacane a sostituirlo poco dopo con Pavoletti. Idrissi ha abbandonato il campo chiaramente sofferente, facendo intuire la gravità della situazione.
Gli esami diagnostici effettuati presso la struttura di Villa Stuart a Roma hanno sciolto ogni dubbio sulle condizioni del terzino: lesione completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Lo staff medico, coordinato dal professor Mariani, ha comunicato che sarà necessario sottoporsi a un intervento chirurgico di ricostruzione. Un'operazione che comporterà un recupero particolarmente lungo, stimato in almeno sei mesi, sufficiente per dichiarare anticipatamente conclusa la stagione agonistica di Idrissi.
Per il Cagliari si tratta dell'ennesima battuta d'arresto in una annata caratterizzata da una vera e propria sfortuna negli infortuni. La perdita di un giovane talento come Idrissi rappresenta un ulteriore ostacolo al percorso della squadra, che dovrà riorganizzarsi sugli esterni difensivi. L'auspicio dell'ambiente rossoblù è che il giocatore possa recuperare completamente e tornare più determinato e consapevole dei propri mezzi una volta superata questa difficile fase di riabilitazione.



















