Davide Frattesi si appresta a vivere una serata dalle emozioni fortissime al Mapei Stadium, un impianto che per anni è stato la sua casa e il suo trampolino di lancio verso il grande calcio internazionale. La sfida tra Sassuolo e Lazio non rappresenta soltanto un incrocio di classifica fondamentale per i biancocelesti, che hanno l'opportunità di issarsi in vetta solitaria superando momentaneamente l'Inter, ma assume i contorni di un vero e proprio derby personale per il centrocampista azzurro. Da una parte c'è il legame indissolubile con i colori neroverdi, dall'altra la sfida tattica con Alberto Aquilani, tecnico degli emiliani con un passato profondamente legato alla Roma, proprio come le origini calcistiche di Frattesi. Questa partita sembra chiudere definitivamente i conti con il passato e aprire scenari ambiziosi per il futuro di un giocatore che a Roma, sponda laziale, ha finalmente trovato la sua dimensione ideale e il calore di una tifoseria che lo ha già eletto a nuovo idolo.
Il percorso di Frattesi nel distretto della ceramica ebbe inizio nel lontano 2017, quando il Sassuolo decise di investire cinque milioni di euro per strapparlo alla Primavera della Roma, club che lo lasciò partire senza troppi rimpianti. Giovanni Carnevali intravide subito le potenzialità del ragazzo, blindandolo con un contratto quinquennale, sebbene l'esordio tra i professionisti sia arrivato gradualmente dopo una serie di prestiti formativi. Dopo le esperienze in Serie B con le maglie di Ascoli ed Empoli, dove iniziò a mostrare il suo spiccato vizio del gol, fu l'annata al Monza a consacrarlo definitivamente come uno dei migliori talenti del panorama nazionale. Sotto la guida di Cristian Brocchi, Davide realizzò otto reti pesanti, attirando l'attenzione della massima serie e preparando il terreno per il suo ritorno trionfale in Emilia. Proprio recentemente, l'abbraccio caloroso tra il calciatore e il suo ex allenatore a bordocampo ha testimoniato il profondo legame umano che Frattesi coltiva con chi ha creduto in lui durante la faticosa scalata verso il successo.
La vera esplosione tecnica è avvenuta sotto la gestione di Alessio Dionisi, che ha saputo trasformare Frattesi in una mezzala moderna capace di coprire ogni centimetro di campo, agendo con efficacia da un'area di rigore all'altra. Nonostante il forte desiderio di tornare alla Roma in un determinato momento della carriera, un trasferimento poi sfumato che lo lasciò inizialmente amareggiato, il centrocampista ha saputo reagire con una professionalità esemplare. Davide ha ricordato spesso come in quel periodo difficile ci sia stato un cambiamento radicale nella sua testa: ha spiegato che quando scatta un particolare interruttore mentale, la sua competitività diventa totale e inarrestabile. Ha inoltre riconosciuto pubblicamente i meriti della dirigenza neroverde, ammettendo che l'amministratore delegato Carnevali fu fondamentale nel convincerlo a restare quando si sentiva demotivato e scarico, permettendogli così di maturare fino al prestigioso passaggio all'Inter per una cifra complessiva di venticinque milioni di euro più il cartellino di Mulattieri.
Oggi Frattesi è diventato il cuore pulsante della mediana della Lazio, un elemento imprescindibile che unisce una quantità di corsa impressionante a una qualità tecnica superiore. Sebbene nell'ultimo periodo il gol gli sia mancato, il suo contributo in termini di dinamismo e inserimenti offensivi resta vitale per gli equilibri tattici della squadra capitolina. Durante l'ultima trasferta di Torino contro la Juventus, lo si è visto lottare con una grinta encomiabile fino al novantacinquesimo minuto, cercando di pungere la difesa avversaria con la foga di un attaccante aggiunto. Al Mapei Stadium sarà scortato da un esercito di oltre diecimila tifosi biancocelesti pronti a sostenerlo in quella che considera una missione: trascinare la squadra verso un successo che potrebbe cambiare le sorti del campionato. Il giocatore ha voluto ribadire la sua gratitudine verso il suo vecchio club, dichiarando che se oggi è diventato l'atleta che tutti ammirano, il merito principale va attribuito proprio agli anni trascorsi in neroverde, ma ora il suo unico pensiero è regalare una gioia immensa al popolo laziale.

















