La sfida tra Inter e Fiorentina, valida per il campionato di Serie A 2025-26, ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche arbitrali che mettono sotto accusa l'intera classe dei fischietti italiani. La direzione di Maurizio Mariani, valutata con un insufficiente 5 in pagella, è stata pesantemente condizionata dalla discussa filosofia della "soglia alta" negli interventi, un orientamento promosso dai vertici arbitrali che sembra però generare più confusione che fluidità di gioco. Nonostante la vittoria ottenuta in extremis dagli uomini di Cristian Chivu, resta l'amaro in bocca per una gestione tecnica non lineare, che ricalca quanto già visto recentemente in altre sfide delicate, come il caso di Frattesi in Lazio-Parma, confermando un trend preoccupante di sviste macroscopiche non corrette dalla tecnologia.

L'episodio più eclatante del match è senza dubbio il contatto tra Viery e Marcus Thuram, che ha scatenato le ire dei nerazzurri. L'attaccante francese era riuscito a liberarsi con destrezza del difensore viola, il quale, nel tentativo di recuperare la posizione, ha allargato la gamba destra colpendo nettamente la gamba sinistra dell'avversario. Mariani, inizialmente ben posizionato, aveva persino portato il fischietto alla bocca con l'intenzione palese di assegnare il calcio di rigore, ma è stato frenato da una segnalazione dell'assistente Christian Rossi. Ciò che appare gravissimo è il silenzio assordante proveniente dalla sala VAR di Lissone: Michael Fabbri, nonostante il supporto delle immagini, ha preferito non intervenire, lavandosene le mani e lasciando che un errore solare rimanesse impunito sul terreno di gioco.

Nonostante il grave errore sul contatto Viery-Thuram, la partita ha offerto altri spunti di analisi per la moviola. È stato correttamente assegnato un altro calcio di rigore a favore dell'Inter quando Valdepeñas, ormai superato dalla velocità di Thuram, ha deciso di disinteressarsi completamente del pallone per aggrapparsi vistosamente all'attaccante nerazzurro. In questa circostanza, il fallo è apparso talmente evidente da non lasciare spazio a dubbi interpretativi. Restano invece forti perplessità su un altro intervento in area di rigore, dove Dragusin ha letteralmente abbracciato Thuram con entrambe le braccia trascinandolo a terra; un episodio limite che, in una serata di diversa sensibilità arbitrale, avrebbe potuto portare a un ulteriore tiro dagli undici metri.

Sul fronte dei falli di mano, la terna arbitrale ha invece operato con maggiore coerenza e precisione. Sono stati giudicati non punibili sia il tocco di Bastoni su una conclusione di Mastantuono, sia quello di Pongracic su un tentativo di Esposito. In entrambi i casi, le braccia dei difensori erano in posizione congrua rispetto al movimento del corpo e non hanno aumentato in modo artificiale lo spazio occupato, giustificando la decisione di lasciar proseguire il gioco. Tuttavia, il giudizio complessivo sulla squadra arbitrale resta disastroso, con Fabbri che riceve un pesantissimo 4,5 per la sua gestione del VAR. Lo stesso Thuram, a fine gara, ha espresso tutta la sua frustrazione per il trattamento ricevuto, sottolineando con amarezza come, secondo la visione degli arbitri, ogni suo contatto in area venga ormai etichettato erroneamente come una simulazione.