Alla vigilia della delicata sfida contro l'Atalanta, Romano Schmid si è concesso ai microfoni della stampa per tracciare un primo bilancio della sua avventura con la maglia del Frosinone. Il centrocampista austriaco, che ha già collezionato tre assist nelle prime sette giornate di campionato, ha espresso parole di profonda stima per Massimiliano Alvini, definendolo una persona di grande spessore umano e di estrema sincerità. Schmid ha sottolineato come l'onestà del tecnico sia un valore fondamentale per il suo modo di intendere il calcio, pur ammettendo che i carichi di lavoro imposti dall'allenatore toscano siano i più pesanti mai affrontati nella sua intera carriera. Il calciatore ha ricordato con un sorriso il suo arrivo a metà agosto, quando le sessioni atletiche lo portarono a chiedersi se si trovasse ancora in piena fase di preparazione estiva, tanto era alto il livello di intensità richiesto sul campo.
All'interno dello spogliatoio giallazzurro sembra regnare un'armonia particolare, che Schmid paragona a quella di una vera e propria famiglia, pur mantenendo i piedi ben saldi a terra riguardo agli obiettivi stagionali. Tra i compagni che lo hanno maggiormente impressionato spicca Giacomo Calò, descritto come un calciatore capace di interpretare il ruolo con la naturalezza di un veterano della massima serie nonostante la lunga militanza in cadetteria. Un elogio speciale è stato riservato anche ad Antonio Raimondo, il giovane attaccante che Schmid accosta nientemeno che a Cristiano Ronaldo per la straordinaria fiducia nei propri mezzi. Secondo l'austriaco, Raimondo possiede la rara dote di saper segnare partendo dal nulla e, a differenza di altri centravanti incontrati in passato, dimostra una grande umiltà nel confrontarsi costantemente con i compagni per migliorare l'intesa tattica durante i novanta minuti.
Il percorso di crescita di Schmid è costellato di aneddoti curiosi, a partire dai soprannomi che lo hanno accompagnato fin dagli esordi in Austria. Se per molti è il "Messi delle Alpi", il commissario tecnico della nazionale austriaca Ralf Rangnick preferisce chiamarlo "nano velenoso", un termine che riflette la sua statura contenuta unita a una straordinaria aggressività agonistica. Il giocatore ha inoltre svelato che a soli quindici anni, in occasione del suo primo allenamento con una prima squadra, decise di scrivere il termine "mago" sulle proprie scarpette da gioco, sfidando le prese in giro dei compagni più esperti con la determinazione di chi sa dove vuole arrivare. Tra le sorprese tecniche di questo inizio di stagione, Schmid ha citato anche Fares Ghedjemis, definendolo un profilo unico nel suo genere per forza fisica e qualità tecniche, un elemento capace di spostare gli equilibri in modo imprevedibile.
Guardando al futuro prossimo, il centrocampista non nasconde un pizzico di sana ambizione, pur restando concentrato sulla salvezza del club ciociaro. Sebbene la qualificazione alle competizioni europee sembri un traguardo quasi proibitivo, Schmid ritiene che esista sempre una piccola possibilità, quantificabile in un uno per cento, che deve alimentare la mentalità vincente di ogni atleta professionista. Sul piano individuale, l'obiettivo dichiarato è quello di raggiungere la doppia cifra nella statistica degli assist, un traguardo che considera realistico e funzionale al miglioramento collettivo della squadra. Il Frosinone si prepara dunque ad affrontare i prossimi impegni con la consapevolezza di aver trovato in Schmid non solo un rifinitore di qualità, ma anche un leader carismatico capace di trascinare il gruppo verso nuovi e inaspettati orizzonti in questa Serie A.

















