Il Como vive una stagione straordinaria che ha catturato l'attenzione di tutto il calcio italiano. La squadra comasca, allenata da Cesc Fàbregas, si trova in piena lotta per un traguardo storico: la qualificazione alle competizioni europee. Una qualificazione che rappresenterebbe un traguardo senza precedenti nella lunga storia del club lariano. La sfida di domenica contro la Roma potrebbe rivelarsi decisiva per il raggiungimento di questo obiettivo, con i biglietti già esauriti e la città in fermento per l'importanza della posta in palio.

Ma al di là dei risultati sportivi sul campo, esiste un ostacolo di natura strutturale che il Como dovrà affrontare qualora riuscisse a staccare il pass per le coppe europee: l'inadeguatezza dello stadio Sinigaglia. L'impianto, risalente al 1927, non è attualmente conforme ai requisiti imposti dalla UEFA per l'organizzazione di competizioni continentali. Un problema che il Como ha già sperimentato nel corso della stagione 2024-2025, quando ha dovuto indicare lo stadio di Udine come struttura alternativa per ottenere la licenza UEFA. Questa volta, la società punta a individuare una soluzione più vicina al territorio, con Reggio Emilia come potenziale destinazione, ma l'ambizione dichiarata è quella di risolvere definitivamente le questioni strutturali avviando i lavori entro l'estate.

La questione non riguarda la capienza dell'impianto: con i suoi posti a sedere, il Sinigaglia soddisfa ampiamente il minimo richiesto dalla UEFA, che si attesta su 8.000 spettatori, ben al di sotto della soglia imposta dalla Serie A che ne richiede 12.000. I veri problemi risiedono nelle infrastrutture e negli standard organizzativi. Le tribune, in alcuni settori ancora realizzate con strutture tubolari e impalcature, necessitano di essere solidificate su fondamenta portanti idonee. Inoltre, l'impianto necessita di significativi ammodernamenti per quanto riguarda la dotazione di spazi VIP, sale stampa adeguate e servizi igienici rispondenti ai criteri internazionali.

Un ulteriore complicazione deriva dal contesto geografico e amministrativo: lo stadio Sinigaglia è localizzato in una zona sottoposta a vincoli culturali e paesaggistici che limitano sensibilmente le possibilità di intervento e trasformazione strutturale. Questi vincoli rendono più complessa e articolata la pianificazione dei lavori di ristrutturazione, aumentando i tempi e potenzialmente i costi di realizzazione del progetto. Nonostante questi ostacoli, il club comascos non si arrende e lavora per trovare soluzioni che permettano al Sinigaglia di tornare a essere una sede idonea per il calcio europeo, trasformando un limite amministrativo in un'opportunità di crescita per l'intera struttura.