La Fiorentina ha deciso di alzare la voce in modo ufficiale, non limitandosi a semplici lamentele post-partita ma formalizzando una protesta attraverso una lettera inviata ai vertici della Lega Serie A. Al centro della contestazione ci sono i fatti avvenuti durante la sfida casalinga contro il Como allo stadio Artemio Franchi, dove la direzione di gara di Di Bello e la gestione della sala VAR di Lissone hanno sollevato pesanti interrogativi. Il club viola, pur mantenendo un profilo istituzionale corretto, ha voluto sottolineare come certi episodi abbiano condizionato l'andamento del match, chiedendo risposte precise e dettagliate direttamente al designatore Gianluca Orsato. La dirigenza toscana, riunita al Viola Park, pretende che venga fatta luce su procedure che sembrano aver ignorato il protocollo standard, danneggiando gli sforzi della squadra e dell'allenatore in un momento cruciale della stagione.
Il primo episodio finito sotto la lente d'ingrandimento riguarda il minuto trentadue della prima frazione di gioco, quando un intervento falloso di Milla ai danni di Gonçalves non è stato sanzionato dal direttore di gara. La dinamica dell'azione appare chiara dalle immagini: il giocatore del Como ha trattenuto l'avversario all'altezza del petto, schiacciandogli poi il polpaccio con una manovra che ha causato la perdita del possesso palla da parte del portoghese. Da questo recupero irregolare è scaturita l'azione che ha portato al vantaggio della formazione ospite guidata da Cesc Fabregas. La Fiorentina si domanda apertamente cosa serva a un arbitro per fischiare se un difensore viene letteralmente placcato e calpestato, sottolineando come l'inerzia della partita sia stata stravolta da una svista giudicata inaccettabile.
Ancora più complessa e controversa è la situazione legata al gol del possibile pareggio siglato da Pongracic al quarantanovesimo minuto, annullato dopo una revisione durata oltre quattro minuti. Il problema principale non risiede solo nella decisione finale, ma nel clamoroso blackout tecnologico che ha colpito il sistema di rilevazione semi-automatica del fuorigioco, noto tecnicamente come SAOT. A causa di un malfunzionamento del software, gli addetti al monitor hanno dovuto ripiegare sul sistema alternativo Cross AIR 3D, uno strumento che però garantisce una precisione decisamente inferiore. Mentre la tecnologia avanzata ha un margine d'errore di soli 5 centimetri, quella utilizzata in emergenza arriva fino a 15 centimetri, rendendo la valutazione dei millimetri estremamente aleatoria e potenzialmente ingiusta in un contesto professionistico dove ogni dettaglio sposta equilibri economici e sportivi.
Oltre agli aspetti puramente tecnici, la Fiorentina pone l'accento su una questione di coordinamento istituzionale che sembra non funzionare come dovrebbe all'interno del sistema calcio italiano. Nonostante la presenza di una figura dedicata al dialogo tra club e arbitri, attualmente ricoperta dall'ex fischietto internazionale Andrea De Marco, sembra esserci un corto circuito comunicativo con i vertici arbitrali che impedisce un confronto costruttivo. Questa mancanza di dialogo fluido aggrava il senso di frustrazione di una piazza che vede sfumare punti preziosi in classifica a causa di incertezze tecnologiche e interpretative. La società viola attende ora che la Lega fornisca spiegazioni esaustive non solo per placare l'animo dei tifosi, ma per garantire che la regolarità del campionato non venga messa in discussione da simili inefficienze tecniche nelle prossime giornate di Serie A.