Il posticipo della settima giornata di Serie A ha lasciato ferite profonde in casa Juventus, non solo per il risultato negativo maturato all'Allianz Stadium, ma soprattutto per le modalità con cui è arrivata la sconfitta contro la Lazio guidata da Gennaro Gattuso. Il clima attorno alla Continassa si è fatto improvvisamente pesante, trasformando il lunedì mattina in un momento di riflessione forzata per la dirigenza e lo staff tecnico. La prestazione offerta dai bianconeri è apparsa priva di mordente, incapace di arginare le folate offensive dei biancocelesti che, trascinati da un Isaksen in stato di grazia, hanno messo a nudo tutte le fragilità strutturali della formazione torinese in questo avvio di stagione.
In questo scenario di incertezza, le parole di Alessio Tacchinardi sono risuonate come un atto d'accusa pesantissimo durante la trasmissione sportiva Pressing. L'ex centrocampista, da sempre legato ai colori bianconeri, non ha usato giri di parole per definire imbarazzante l'atteggiamento mostrato in campo dalla squadra. Secondo l'opinionista, la compagine torinese è apparsa scarica sia sotto il profilo mentale che quello atletico, nonostante l'impegno infrasettimanale non possa rappresentare un alibi sufficiente per giustificare una tale mancanza di reattività. Tacchinardi ha sottolineato come la squadra sembri essersi smarrita, perdendo quella bussola tattica che dovrebbe caratterizzare un club di questo prestigio.
Il punto centrale della critica di Tacchinardi riguarda però il bilancio complessivo della gestione di Luciano Spalletti, ormai giunta al traguardo del primo anno di lavoro. L'ex mediano ha evidenziato con amarezza come, a distanza di dodici mesi dall'insediamento del tecnico toscano, non si percepiscano miglioramenti tangibili né nello sviluppo del gioco né nella solidità del gruppo. Abbiamo assistito a una involuzione preoccupante, ha dichiarato con fermezza, mettendo in dubbio l'efficacia della cosiddetta cura Spalletti. Questa analisi spietata porta inevitabilmente a interrogarsi sulla bontà del progetto tecnico e sulla necessità, da parte della società, di compiere valutazioni profonde sul futuro immediato della panchina.
La serata da dimenticare ha visto anche singoli elementi finire sul banco degli imputati, con Bremer apparso insolitamente vulnerabile e un centrocampo che ha faticato a fare filtro contro le ripartenze avversarie. Lo stesso Spalletti, nel post-partita, ha cercato di scuotere l'ambiente ammettendo di aver bisogno di ritrovare quel nervosismo agonistico che probabilmente è mancato nelle ultime settimane, riconoscendo implicitamente una inferiorità della sua squadra in questo frangente. Tuttavia, per Tacchinardi, quella vista contro la Lazio è stata la versione più brutta della Juventus nell'ultimo anno, un segnale d'allarme che non può essere ignorato se si vuole evitare che la stagione prenda una deriva pericolosa verso l'anonimato in classifica.

















