La serata dello Stadio Olimpico si preannuncia come un concentrato di emozioni pure, segnando il ritorno di due figure iconiche della storia recente giallorossa: Daniele De Rossi e Stephan El Shaarawy. Per l'ex capitano e l'attaccante ligure, la trasferta nella Capitale con i colori del Genoa non potrà mai essere considerata una partita come tutte le altre, data la profondità del legame che li unisce alla città e alla tifoseria. Una volta atterrati all'aeroporto di Fiumicino, i due hanno dovuto ignorare la strada verso le proprie abitazioni private, situate tra il centro storico e la zona di Casal Palocco, per dirigersi verso il ritiro della squadra ligure in un hotel dei Parioli, vivendo la strana sensazione di essere ospiti in quella che considerano la propria casa a tutti gli effetti.
Il rapporto tra De Rossi ed El Shaarawy affonda le radici nel gennaio del 2016, quando il calciatore soprannominato il Faraone arrivò a Trigoria dopo una parentesi poco brillante nel campionato francese con il Monaco. Nonostante la differenza d'età di nove anni, tra i due nacque immediatamente un'intesa fraterna che ha superato i confini del rettangolo di gioco, coinvolgendo anche le rispettive famiglie in un legame di stima profonda e sincera. Daniele assunse subito il ruolo di guida e protettore per il giovane compagno, aiutandolo a rilanciarsi in un ambiente esigente come quello romano e gettando le basi per una collaborazione professionale che oggi prosegue sotto una veste diversa, ovvero quella di allenatore e calciatore presso il centro sportivo di Pegli.
I tifosi della Roma conservano ricordi indelebili legati a questo duo, non solo per le prestazioni sportive ma per gesti di profonda umanità che hanno segnato un'epoca. El Shaarawy è ricordato con immenso affetto per gol pesantissimi, come quello siglato a Verona fondamentale per la qualificazione nella massima competizione europea, ma soprattutto per aver condiviso con il mondo un video privato dello spogliatoio durante l'addio al calcio giocato di De Rossi. Quel filmato, che ritraeva la squadra unita in un cerchio commovente pochi istanti prima dell'ultima battaglia del capitano, è diventato un simbolo della passione giallorossa e ha cementato la gratitudine eterna della piazza verso l'attaccante, capace di cogliere l'essenza più intima di quel momento storico.
Dopo le rispettive esperienze lontano dall'Italia, con De Rossi volato in Argentina per vestire la maglia del Boca Juniors ed El Shaarawy trasferitosi temporaneamente nel campionato cinese, il destino ha voluto che le loro strade si incrociassero nuovamente nel Bel Paese. Durante l'ultima sessione estiva, l'attaccante ha dimostrato ancora una volta il suo attaccamento ai valori sportivi rifiutando ricche offerte provenienti dall'Arabia Saudita e dagli Stati Uniti pur di sposare il progetto tecnico del Genoa e ritrovare il suo mentore in panchina. De Rossi, dal canto suo, sta consolidando la sua carriera da tecnico dopo aver già guidato Stephan proprio nella Capitale due stagioni fa, cercando ora di portare la sua filosofia di gioco e la sua proverbiale grinta nel club più antico d'Italia.
La sfida odierna assume un'importanza capitale anche per la classifica attuale della Serie A, con la Roma impegnata nella rincorsa ai vertici del campionato e il Genoa desideroso di confermare i progressi mostrati sotto la gestione tattica di De Rossi. La strategia e il sentimento si mescoleranno in novanta minuti dove il passato e il presente si scontreranno senza sconti, ma con il massimo rispetto reciproco tra le parti. Per i sostenitori giallorossi sarà l'occasione ideale per riabbracciare, seppur da avversari, due uomini che hanno dato tutto per la causa della lupa e che oggi cercano di scrivere una nuova pagina di storia calcistica all'ombra della Lanterna, mantenendo però sempre un occhio di riguardo per quel passato glorioso che li ha resi grandi.

















