La domenica di Serie A si accende con il big match dello Stadium, dove la Lazio capolista di Gennaro Gattuso farà visita alla Juventus in un confronto che profuma di alta classifica e ambizioni tricolori. I biancocelesti arrivano a Torino con un solido vantaggio di cinque punti sui rivali bianconeri, trascinati da un Davide Frattesi in stato di grazia. Per il centrocampista azzurro, questa non è affatto una partita come le altre, ma un vero e proprio film ricco di intrecci sentimentali e professionali che si dipanano lungo tutta la sua carriera. La sua crescita esponenziale sotto la guida di Gattuso lo ha reso il perno fondamentale di una squadra che sogna in grande, capace di dominare il gioco e di imporre il proprio ritmo anche negli stadi più ostici del campionato italiano.
Il legame tra Frattesi e il mondo bianconero affonda le radici nella sua infanzia e nei ricordi familiari più cari, rendendo la sfida di Torino un appuntamento dal sapore nostalgico. Suo nonno Carmine era un sostenitore accanito della Juventus, ma metteva sempre il talento del nipote al primo posto, arrivando ad affiggere le sue pagelle sulla porta di casa dopo ogni prestazione per celebrarne i successi. Fu invece nonna Stefania a soprannominarlo affettuosamente "il Principino" per la somiglianza tecnica e fisica con Claudio Marchisio. Proprio con l'ex bandiera juventina avvenne un episodio curioso nel maggio 2017, quando un giovanissimo Frattesi, convocato in prima squadra alla Roma da Luciano Spalletti, chiese la maglia a Marchisio ricevendo in cambio la richiesta della propria. Un gesto di profondo rispetto che segnò l'inizio di una stima reciproca, culminata nei complimenti ricevuti dall'ex numero 8 dopo il celebre gol vittoria segnato da Davide con la maglia del Sassuolo nel 2021.
Un capitolo fondamentale della carriera di Davide è rappresentato dal rapporto intenso con Luciano Spalletti, attuale commissario tecnico della Nazionale italiana. Sotto la sua gestione in azzurro, Frattesi è diventato il miglior marcatore con sette reti complessive, nonostante un rapporto che il giocatore definisce scherzosamente di "odio e amore". Il centrocampista ha raccontato come il tecnico toscano gli avesse promesso fin dal primo ritiro che sarebbe stato il calciatore più stimolato e corretto, proprio per via della grande considerazione nutrita nei suoi confronti. Durante gli ultimi Europei, sono rimaste celebri le indicazioni urlate da Spalletti durante la sfida contro l'Albania, quando esortava Davide a non restare imbottigliato nel traffico del centrocampo e a staccarsi tempestivamente dalla linea difensiva avversaria per trovare lo spazio giusto per l'inserimento letale.
Il ritorno alla Lazio rappresenta per Frattesi il compimento di un cerchio iniziato nelle giovanili biancocelesti, quando l'allenatore Daniele Franceschini decise di arretrarlo dal ruolo di attaccante a quello di mezzala, intuendone le straordinarie potenzialità atletiche. Nonostante il forte interesse mostrato dalla Juventus nelle ultime sessioni di mercato, il calciatore ha scelto con il cuore, rinunciando a una parte consistente dell'ingaggio che percepiva all'Inter pur di vestire nuovamente la maglia della sua città e della sua squadra del cuore. Oggi, sotto la gestione tecnica di Gattuso, Frattesi incarna perfettamente lo spirito di una Lazio ambiziosa e battagliera, unendo la grinta del lottatore alla precisione del finalizzatore d'area. La sfida dello Stadium sarà l'ennesimo banco di prova per un giocatore che ha saputo trasformare i sogni di un bambino nel solido presente di un campione affermato.

















