L'Inter di Cristian Chivu attraversa un momento di profonda riflessione dopo la rocambolesca sconfitta interna per 4-3 subita contro il Club Brugge nella seconda giornata della fase a gironi di Champions League. Nonostante la generosa doppietta del capitano Lautaro Martinez e la rete nel finale firmata da Ange-Yoan Bonny con un pregevole tiro a giro, i nerazzurri sono stati travolti dalla prestazione straordinaria di Nicolò Tresoldi, autore di una tripletta che ha gelato il pubblico di San Siro. Questo passo falso casalingo segue la sconfitta per 2-1 maturata nel turno precedente sul campo del Real Madrid, lasciando la squadra a zero punti dopo due turni e complicando sensibilmente il cammino verso la qualificazione diretta agli ottavi di finale, un obiettivo già sfumato nella passata stagione per un solo punto di distacco.

Al termine della sfida, il tecnico Cristian Chivu non ha nascosto la sua amarezza ai microfoni di Sky Sport Italia, definendo la situazione attuale come decisamente preoccupante alla luce di un dato statistico impietoso: l'Inter ha perso sette delle ultime otto apparizioni nel massimo torneo continentale. L'allenatore ha analizzato con estrema lucidità l'andamento del match, sottolineando come la squadra avesse approcciato bene la gara nel primo tempo, salvo poi concedere il vantaggio agli avversari su una ripartenza letale nata paradossalmente da un calcio d'angolo a proprio favore. "Saremmo dovuti essere molto più organizzati in quella specifica situazione di gioco", ha ammesso Chivu, evidenziando come la mancanza di equilibrio tattico sia stata la chiave negativa della serata, specialmente dopo aver fallito le occasioni per il sorpasso all'inizio della ripresa.

Il problema principale della formazione milanese sembra risiedere in una fase difensiva che appare tutt'altro che solida, con ben 14 reti subite nelle prime otto partite stagionali disputate tra campionato e coppa. Chivu ha spiegato che, una volta incassato il gol del 2-1, la squadra è caduta preda della frenesia e della frustrazione, perdendo la freddezza necessaria per seguire il piano gara prestabilito e lasciando praterie alle accelerazioni dei belgi. "Non abbiamo avuto la testa lucida per mantenere le posizioni in campo. Il Club Brugge merita i complimenti per la qualità tecnica e l'intensità mostrata, ma noi siamo diventati troppo disordinati e frenetici", ha proseguito il tecnico, mettendo l'accento sulla necessità di ritrovare compattezza nei duelli individuali e nella gestione delle seconde palle, aspetti fondamentali per competere a questi livelli internazionali.

Guardando al futuro prossimo, Chivu ha voluto assumersi la piena responsabilità del momento difficile, promettendo un lavoro intenso sia sul piano tattico che su quello psicologico per invertire la rotta. Con ancora sei partite da disputare nella fase a gironi, la speranza di una rimonta rimane viva, ma richiede un cambio di mentalità immediato nella preparazione alle sfide europee, dove ogni errore viene punito severamente. "Siamo ben consapevoli di ciò che non sta funzionando e cercheremo di cambiare il nostro approccio mentale. Devo essere il primo a prendermi le colpe perché forse non riesco a trovare il giusto bilanciamento per questo tipo di incontri", ha concluso l'allenatore nerazzurro, ribadendo l'importanza di non perdere la fiducia nonostante il duro colpo subito tra le mura amiche.