La sosta per le nazionali giunge al termine e la Serie A si prepara a riaccendere i motori con un fine settimana che promette scintille. Dopo quattro intense giornate di Nations League, circa cento calciatori stranieri militanti nel nostro campionato fanno rientro alla base, portando con sé un bagaglio di emozioni contrastanti, tra gol decisivi e infortuni preoccupanti. Gli allenatori della massima serie attendono con ansia di valutare le condizioni fisiche e psicologiche dei propri tesserati, consapevoli che il rendimento oltre i confini nazionali possa influenzare pesantemente le scelte tattiche per i prossimi impegni di campionato. La ripresa vedrà sfide cruciali come Genoa-Fiorentina, Inter-Parma e Napoli-Frosinone, dove il contributo dei reduci dalle selezioni europee sarà determinante per muovere una classifica ancora molto corta.
Tra i protagonisti assoluti di questa parentesi internazionale spiccano i nomi di Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund, pronti a trascinare il Napoli di Allegri. Il fuoriclasse belga ha incantato con due reti e un assist, confermandosi il faro della sua nazionale, mentre l'attaccante danese ha vissuto un momento di grazia realizzativa segnando tre gol in altrettante partite contro Norvegia, Portogallo e Galles. In casa Inter, le notizie sono altrettanto positive sul fronte svizzero, con Manuel Akanji che si è dimostrato un baluardo insuperabile: il capitano elvetico non ha saltato nemmeno un minuto, guidando la sua difesa a subire una sola rete in quattro gare. Anche Piotr Zielinski ha lasciato il segno con la Polonia, siglando una rete e lanciando un messaggio chiaro ai naviganti: "Siamo una squadra forte e il nostro sogno rimane la conquista della Champions League".
Non mancano però le note dolenti e i casi spinosi che terranno banco nelle prossime ore. Il difensore della Romania, Radu Dragusin, ha vissuto una settimana da incubo: dopo una prestazione deludente contro la Svezia, è stato escluso dal commissario tecnico Hagi per la sfida contro la Bosnia, scatenando feroci polemiche a Bucarest. Al suo rientro contro la Polonia, la situazione è precipitata ulteriormente con un'espulsione rimediata dopo soli ventidue minuti che ha spianato la strada alla disfatta per 0-6 della sua nazionale. Anche il Torino di Vanoli deve fare i conti con la gestione complicata di Pongracic, apparso in difficoltà nel match contro la Spagna, e con le incertezze di Milinkovic-Savic, che ha incassato sei reti in tre partite, mostrando qualche lacuna di troppo in occasione del gol subìto contro la Grecia.
Analizzando le squadre che apriranno il turno di sabato, la Fiorentina di De Rossi può sorridere per il rendimento di alcuni suoi elementi chiave. Leo Ostigard ha garantito solidità alla retroguardia norvegese con undici palloni recuperati, mentre Osmaijc ed Ellertsson tornano a Firenze con il morale alto grazie alle reti messe a segno rispettivamente con Montenegro e Islanda. Tuttavia, resta l'incognita legata a Sow, uscito anzitempo per un problema muscolare durante la sfida contro la Macedonia, un infortunio che potrebbe costringerlo ai box per le prossime gare. Sul fronte Inter, Chivu osserva con interesse la duttilità di Diouf, impiegato come terzino sinistro dalla Francia di Zidane, una soluzione tattica che potrebbe tornare utile anche in nerazzurro per sopperire a eventuali emergenze difensive.
Infine, il Parma di Gilardino e il Frosinone si preparano a riaccogliere i propri nazionali con fortune alterne. Se Britschgi ha beneficiato del momento d'oro della Svizzera, altri elementi come Keita e Sierro hanno trovato pochissimo spazio, accumulando pochi minuti nelle gambe ma mantenendo intatta la freschezza atletica. Il Napoli, oltre ai già citati De Bruyne e Hojlund, ritrova un Lobotka in formato europeo, capace di dirigere il traffico nel centrocampo della Slovacchia senza mai essere sostituito, e un Billy Gilmour sempre più lucido nella manovra della Scozia, impreziosita da un assist vincente. Questi dati offrono una panoramica chiara di come la Nations League abbia restituito alla Serie A giocatori in stati di forma diametralmente opposti, obbligando i tecnici a un lavoro supplementare di gestione delle energie in vista di un calendario che non concede pause.

















