La Questura di Torino ha adottato una linea di estrema fermezza in seguito ai gravi incidenti verificatisi in occasione dell'ultimo derby della Mole. Il Questore Massimo Gambino ha infatti firmato ventidue provvedimenti di Daspo nei confronti di altrettanti esponenti delle frange ultras, identificati grazie alle meticolose indagini condotte dalle forze dell'ordine dopo i disordini scoppiati nei pressi dello stadio Olimpico Grande Torino. Questi provvedimenti mirano a sanzionare i comportamenti violenti che hanno macchiato una delle sfide più sentite del panorama calcistico italiano, ribadendo la ferma volontà delle istituzioni di allontanare definitivamente i soggetti pericolosi dagli impianti sportivi nazionali per garantire la sicurezza pubblica.

Entrando nel dettaglio dei provvedimenti, la tifoseria della Juventus è quella che ha ricevuto il colpo più duro con ben diciannove sostenitori colpiti dalle sanzioni, a fronte dei tre appartenenti alla fazione granata. Per la maggior parte dei coinvolti, ovvero diciannove persone, è scattato il semplice divieto di accesso alle manifestazioni sportive per un periodo prolungato. Tuttavia, per i tre casi ritenuti più gravi, è stato disposto anche l’obbligo di firma presso gli uffici di polizia in concomitanza con gli eventi sportivi. Le sanzioni per i supporter bianconeri variano dai tre ai cinque anni per diciassette individui, mentre per due soggetti già noti alle forze dell'ordine e recidivi, la durata del Daspo è stata fissata a sette anni, con l'aggiunta di cinque anni di obbligo di firma, una misura che richiede la convalida giudiziaria entro le quarantotto ore dalla notifica.

I fatti che hanno portato a queste pesanti sanzioni risalgono al 24 maggio 2026, data dell'ultima giornata del campionato di Serie A. Quella che doveva essere una festa di sport si è trasformata in un pomeriggio di guerriglia urbana caratterizzato da lanci di oggetti contundenti e scontri diretti con le forze di polizia schierate a protezione dell'area stadio. La situazione di estrema tensione ha avuto ripercussioni pesantissime anche sull'ordine pubblico generale, portando al ferimento grave di un tifoso juventino che è stato trasportato d'urgenza in ospedale per le cure del caso. Il clima di ostilità ha costretto le autorità e la Lega Calcio a posticipare il fischio d'inizio della gara di un'ora intera, spostando l'orario dalle 20:45 alle 21:45 per permettere il ripristino delle condizioni minime di sicurezza necessarie allo svolgimento dell'evento.

Nonostante il clima surreale e i ritardi accumulati, la partita sul campo ha offerto uno spettacolo agonistico di alto livello, terminando con un pareggio per 2-2 che ha rispecchiato l'equilibrio tra le due formazioni. La Juventus era riuscita a portarsi in vantaggio per due volte grazie alla straordinaria vena realizzativa di Dusan Vlahovic, autore di una doppietta d'autore che sembrava poter regalare i tre punti ai bianconeri. Il Torino, però, ha mostrato un carattere indomito davanti al proprio pubblico, riuscendo a rimontare in entrambe le occasioni grazie alle reti siglate da Cesare Casadei e Che Adams. Questo risultato ha chiuso una stagione intensa per entrambe le squadre, ma purtroppo il verdetto del campo è passato in secondo piano rispetto alle cronache giudiziarie che oggi vedono la radiazione temporanea di ventidue persone dagli spalti.

L'emissione di questi Daspo rappresenta un segnale inequivocabile nella lotta contro la violenza negli stadi, un tema che continua a essere prioritario per la gestione della Serie A Enilive. La collaborazione tra la Digos e le autorità locali ha permesso di isolare i responsabili di atti che nulla hanno a che vedere con il tifo organizzato o la passione sportiva. Le sanzioni così lunghe, specialmente quelle che raggiungono i sette anni per i recidivi, sottolineano la gravità degli scontri del maggio scorso e la necessità di garantire che le famiglie e i veri appassionati possano frequentare gli stadi senza timori. La vicenda del derby di Torino resterà come un monito per il futuro, evidenziando come la tecnologia di sorveglianza e l'intervento tempestivo della magistratura siano ormai strumenti imprescindibili per la tutela del calcio italiano.