Durante questa sosta per le nazionali, il centro sportivo della Continassa è diventato il laboratorio tattico di Luciano Spalletti, intenzionato a restituire alla Juventus quella solidità difensiva che ha storicamente rappresentato il marchio di fabbrica del club torinese. Nonostante le assenze forzate di elementi come Kalulu e Lucumì, il tecnico toscano può contare sulla quasi totalità del reparto arretrato per affinare i meccanismi e correggere le sbavature emerse nelle prime uscite stagionali. La storia recente parla chiaro: il leggendario ciclo dei nove scudetti consecutivi è stato costruito su una retroguardia d'acciaio, capace di chiudere per ben otto volte il campionato come la meno battuta d'Italia. Spalletti sa bene che per competere ai massimi livelli è necessario ritrovare quella continuità prestazionale che permetta alla squadra di gestire i momenti di pressione senza capitolare, proprio come accadeva nelle stagioni d'oro della gestione precedente.
Analizzando i numeri di questo avvio di stagione, emerge un quadro complessivamente positivo, seppur macchiato da alcuni passaggi a vuoto preoccupanti che hanno rallentato la corsa in classifica. Nelle prime sei giornate, la Vecchia Signora ha collezionato ben quattro partite senza subire reti, dimostrando una notevole capacità di chiudere gli spazi agli avversari quando la concentrazione rimane alta. Tuttavia, il pesante rovescio subito in casa del Sassuolo ha acceso un campanello d'allarme, evidenziando come le assenze prolungate a centrocampo di pedine fondamentali come Manuel Locatelli e Khéphren Thuram abbiano talvolta lasciato la difesa troppo esposta alle ripartenze. La risposta del gruppo non si è fatta attendere: dopo il test contro il Nec, la vittoria ottenuta contro l'Atalanta mantenendo la porta inviolata ha confermato che la strada intrapresa è quella giusta per ritrovare l'equilibrio necessario tra i reparti.
Il fulcro di questa rinascita difensiva è senza dubbio Gleison Bremer, che sotto la guida di Spalletti sta assumendo i gradi di vero leader carismatico e tecnico della squadra. Il centrale brasiliano sembra aver definitivamente superato i postumi del grave infortunio al ginocchio, tornando a mostrare quel senso dell'anticipo e quella potenza fisica che lo avevano reso uno dei migliori interpreti del ruolo in Europa. La decisione del tecnico di virare verso una difesa a tre nelle ultime uscite ha esaltato ulteriormente le caratteristiche di Bremer, permettendogli di agire come perno centrale tra i compagni di reparto e di comandare i movimenti della linea. Oltre alla fase di contenimento, l'ex difensore del Torino sta diventando un fattore anche nell'area avversaria, avendo già messo a referto due reti pesanti contro Frosinone e Atalanta, dimostrando una rinnovata confidenza anche in fase realizzativa sui calci piazzati.
Oltre ai titolari inamovibili, Spalletti sta lavorando intensamente per reinserire pienamente nelle rotazioni giocatori come Federico Gatti e l'inglese Lloyd Kelly, fondamentali per gestire il doppio impegno tra campionato e coppe. Quest'ultimo, dopo l'esordio dal primo minuto contro il Frosinone, è stato utilizzato principalmente a gara in corso, ma lo staff tecnico punta molto sulla sua crescita atletica per offrire alternative tattiche di alto livello sulla fascia sinistra. Discorso simile per Gatti, che nonostante il minutaggio ridotto in campionato, è già stato capace di lasciare il segno con un gol fondamentale nel pareggio contro il Milan e una prestazione solida in coppa. Il prossimo impegno contro il Cagliari rappresenterà un banco di prova stimolante e complesso: i sardi vantano attualmente la miglior difesa del torneo con soli due gol subiti, e per la Juventus sarà l'occasione ideale per dimostrare di aver raggiunto lo stesso livello di ermeticità difensiva dei loro prossimi avversari.

















