Fin dal suo insediamento sulla panchina del Milan, Ruben Amorim ha tracciato una linea comunicativa molto chiara riguardo alla gestione del gruppo, preferendo concentrarsi sulla forza del collettivo piuttosto che sulle singole individualità. Tuttavia, durante le sue prime uscite pubbliche e le conferenze di presentazione, il tecnico portoghese non ha potuto fare a meno di sottolineare l'importanza di alcuni elementi chiave della rosa. Se per Rafael Leao e Christian Pulisic le parole di stima erano ampiamente prevedibili, data la caratura internazionale dei due calciatori, la vera sorpresa è arrivata quando Amorim ha deciso di blindare pubblicamente Samuel Chukwueze. L'allenatore ha spento sul nascere ogni possibile voce di mercato, dichiarando esplicitamente che il nigeriano non si sarebbe mosso da Milano, considerandolo un elemento centrale per lo sviluppo del suo nuovo progetto tecnico.
Il destino dell'ex giocatore del Villarreal sembrava inizialmente lontano da Milanello, specialmente dopo la parentesi in prestito al Fulham che non si era conclusa con il riscatto da parte del club londinese. Nonostante le diverse proposte pervenute alla dirigenza rossonera per una cessione a titolo definitivo, Amorim ha esercitato un vero e proprio veto, esprimendo la ferma volontà di lavorare quotidianamente con il ragazzo per affinarne le doti atletiche e tattiche. L'obiettivo dichiarato dell'ex allenatore dello Sporting Lisbona era quello di recuperare un patrimonio tecnico che sembrava essersi smarrito, trasformando Chukwueze da semplice alternativa offensiva a una risorsa strategica capace di interpretare più ruoli all'interno del rettangolo di gioco durante la lunga stagione sportiva.
La vera rivoluzione tattica si è palesata durante il ritiro estivo e si è consolidata con l'inizio ufficiale del campionato di Serie A, dove Chukwueze è stato schierato stabilmente come esterno destro in una linea di centrocampo a quattro. Si tratta di una posizione inedita per il calciatore nigeriano, che in tutta la sua carriera era stato abituato a gravitare quasi esclusivamente negli ultimi trenta metri di campo con compiti prettamente d'attacco. Questa nuova collocazione tattica richiede un sacrificio fisico notevole e una disciplina difensiva superiore, sfide che il giocatore ha accettato con grande abnegazione e spirito di servizio. Un esempio lampante della sua nuova utilità è arrivato nel delicato match contro la Juventus a Torino: subentrato nell'ultima mezz'ora di gioco, ha fornito l'assist decisivo per la rete di Cisse, dimostrando di poter essere determinante anche partendo dalla panchina.
Nonostante l'impegno profuso e i segnali di crescita costante, il percorso di adattamento di Chukwueze presenta ancora dei margini di miglioramento, specialmente per quanto riguarda la fase di ripiegamento quando il livello degli avversari si alza notevolmente. Contro le grandi squadre, la sua efficacia nella protezione della linea difensiva è apparsa a tratti alterna, un aspetto critico su cui lo staff tecnico di Amorim sta lavorando intensamente durante le sessioni di allenamento a Milanello. In un contesto in cui la squadra deve fare i conti con le pesanti assenze per infortunio di giocatori come Saelemaekers e Kim, la duttilità del nigeriano diventa un fattore fondamentale per mantenere l'equilibrio tattico e garantire soluzioni diverse in una stagione che vedrà il Milan impegnato su più fronti tra campionato e competizioni europee.

















