La Juventus ha ufficialmente approvato il bilancio relativo all'esercizio 2025-2026, evidenziando una perdita netta di 66 milioni di euro. Si tratta del nono anno consecutivo che il club bianconero chiude i conti in territorio negativo, con un leggero peggioramento rispetto al rosso di 58,1 milioni registrato nell'annata precedente. Nonostante queste cifre, i vertici della Continassa definiscono la situazione finanziaria come pienamente sotto controllo, grazie soprattutto a una gestione operativa più oculata che ha permesso di abbattere i costi di oltre 42 milioni di euro, passando dai precedenti 405,7 milioni agli attuali 363,6 milioni. Per sostenere questa fase di transizione e garantire la competitività della squadra, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato una proposta di aumento di capitale fino a un massimo di 250 milioni di euro, con l'azionista di maggioranza Exor che ha già provveduto a versare un anticipo immediato di 60 milioni.

Analizzando nel dettaglio le entrate, emerge una contrazione del fatturato complessivo, sceso a 474,7 milioni di euro rispetto ai 529,6 milioni del periodo precedente, segnando un calo del 10,4%. Questa flessione è riconducibile principalmente a due fattori: una riduzione significativa dei proventi derivanti dalla gestione dei calciatori, calati di circa 52 milioni, e una diminuzione degli incassi legati ai diritti televisivi e ai media. Su quest'ultimo fronte ha pesato l'assenza dei ricavi straordinari garantiti nella stagione passata dalla partecipazione al Mondiale per Club, che aveva portato nelle casse circa 27 milioni di euro. Tuttavia, un segnale incoraggiante arriva dal comparto commerciale, con le sponsorizzazioni che sono tornate a crescere superando la soglia dei 125 milioni di euro, dimostrando la tenuta e l'attrattività del marchio Juventus a livello globale nonostante le difficoltà sul campo.

Le prospettive per il prossimo futuro rimangono sfidanti, poiché l'assenza dalla Champions League nella stagione in corso influenzerà inevitabilmente anche il bilancio che si chiuderà al 30 giugno 2027. La partecipazione all'Europa League, pur garantendo una vetrina internazionale, non offre gli stessi introiti della massima competizione europea, portando la dirigenza a prevedere un altro esercizio in perdita prima di un graduale miglioramento nel biennio successivo. Per invertire definitivamente la rotta, sarà fondamentale che la squadra guidata dall'area tecnica riesca a centrare nuovamente la qualificazione tra le prime quattro forze del campionato italiano. Il ritorno a risultati sportivi in linea con la tradizione storica del club è considerato l'elemento cardine per stabilizzare i conti e permettere alla società di tornare a investire con maggiore libertà sul mercato dei trasferimenti.

Oltre agli aspetti puramente contabili, l'attenzione è rivolta all'Assemblea degli azionisti fissata per il prossimo 3 novembre presso l'Allianz Stadium, un appuntamento che potrebbe segnare svolte epocali anche a livello di dirigenza. Nelle ultime ore si sono intensificate le indiscrezioni riguardanti un possibile avvicendamento alla presidenza, con il nome di Ginevra Elkann, sorella di John Elkann, accostato alla poltrona attualmente occupata da Gianluca Ferrero. Sebbene dalla Continassa siano giunte smentite ufficiali in merito a questo cambio al vertice, il clima di rinnovamento è palpabile e si estende anche alle infrastrutture strategiche. Parte dell'aumento di capitale sarà infatti destinato al potenziamento degli asset immobiliari, con l'obiettivo di rendere lo stadio di proprietà un centro di ricavo sempre più centrale e moderno, capace di sostenere le ambizioni di una Juventus che vuole tornare protagonista assoluta in Italia e in Europa.