La sfida del Franchi tra Fiorentina e Napoli, terminata con un pareggio che lascia l'amaro in bocca a entrambe le compagini, è stata caratterizzata da una direzione di gara piuttosto permissiva da parte dell'arbitro Doveri. Il fischietto romano ha optato per una soglia del fallo molto alta, concedendo il gioco in diverse situazioni limite e limitando gli interventi a soli venti falli complessivi. Questa gestione, tipica dei direttori di gara che prediligono il ritmo e l'intensità agonistica, ha però sollevato alcuni dubbi, specialmente in merito a un paio di episodi avvenuti all'interno delle aree di rigore che avrebbero potuto cambiare radicalmente l'inerzia del match. In un campionato di Serie A sempre più equilibrato, ogni singola decisione arbitrale pesa come un macigno sulla classifica e sulle ambizioni europee dei club coinvolti.

L'episodio più discusso dell'intero incontro riguarda il contatto tra il difensore Dragusin e l'attaccante Hojlund durante lo sviluppo di un calcio d'angolo a favore del Napoli. Mentre la punta cercava di smarcarsi con un movimento a "ricciolo", il centrale avversario lo ha cinto in un abbraccio piuttosto evidente. Un dettaglio non trascurabile, sottolineato dagli osservatori, è che Dragusin non ha mai rivolto lo sguardo verso il pallone, ignorando le raccomandazioni che gli arbitri solitamente impartiscono prima della battuta dei corner. Nonostante la trattenuta fosse visibile, Doveri ha deciso di non intervenire, probabilmente valutando che la sfera fosse lontana dalla zona dell'impatto e che quindi l'infrazione non avesse influenzato direttamente l'azione. Si tratta di una scelta di campo che lascia spazio a diverse interpretazioni regolamentari, alimentando il dibattito post-partita.

Non è stato però l'unico momento di tensione nell'area di rigore. Già nelle battute iniziali della gara, un contatto tra Rrahmani e Njie aveva fatto sussultare le panchine. In questo caso, lo scontro è apparso principalmente un testa a testa fortuito, con il calciatore viola che, nel tentativo di penetrare centralmente, è andato a impattare contro il difensore partenopeo. Successivamente, un altro tamponamento ha visto protagonisti Ranieri e Lucca: l'attaccante stava indietreggiando per guadagnare la posizione migliore, finendo per scontrarsi con il difensore. Anche in queste circostanze, la filosofia di Doveri è rimasta coerente: lasciar correre e non spezzettare il gioco per contatti che, seppur fisici, non sono stati ritenuti sufficientemente gravi da giustificare la massima punizione, confermando una linea di arbitraggio all'inglese.

Per quanto concerne la gestione disciplinare, il tabellino riporta tre ammonizioni totali, tutte considerate corrette e indiscutibili dagli addetti ai lavori. Mastantuono è finito sul taccuino dei cattivi per un intervento in netto ritardo ai danni di Lobotka, mentre Ranieri ha ricevuto il giallo per una trattenuta prolungata su Lucca che ha interrotto una potenziale azione pericolosa. Infine, l'esperto portiere De Gea è stato sanzionato per proteste o perdita di tempo, a dimostrazione di come Doveri abbia cercato di mantenere il controllo emotivo della sfida fino al triplice fischio. Il VAR Gariglio, dal canto suo, ha svolto un lavoro di silente supporto, confermando tutte le decisioni prese sul terreno di gioco senza ravvisare errori chiari ed evidenti che richiedessero una revisione al monitor. Questo pareggio rallenta la corsa delle due squadre, costringendole a riflettere non solo sulla prestazione tecnica, ma anche sulla capacità di concretizzare le occasioni in un contesto agonistico così serrato.