Il primo vero scontro diretto per lo scudetto della stagione tra Roma e Inter si è concluso con un pirotecnico 2-2, ma a prendersi la scena è stata anche la direzione di gara di Davide Massa. Il fischietto della sezione di Imperia ha superato la prova dell'Olimpico con una discreta personalità, meritandosi un voto complessivo di 6,5. Nonostante qualche piccola sbavatura nella gestione di alcuni falli non fischiati tempestivamente, come nel caso dell'intervento che ha poi portato all'ammonizione di Koulierakis, la sua conduzione è stata solida e autorevole. Sugli spalti, a monitorare la prestazione della terna, erano presenti osservatori d'eccezione come Daniele Orsato e il vice Giallatini, a testimonianza dell'importanza cruciale di questa sfida per i vertici arbitrali italiani.
Uno dei momenti più discussi della gara ha riguardato le timide proteste nerazzurre per un presunto calcio di rigore richiesto da Lautaro Martinez. L'attaccante argentino ha reclamato un tocco di braccio da parte di Paulo Dybala in seguito a un colpo di testa ravvicinato, ma le immagini hanno chiarito in modo inequivocabile che il pallone ha colpito la spalla della "Joya". Massa, ben posizionato, ha fatto segno di proseguire senza esitazioni, una decisione confermata anche dal controllo silenzioso della sala video. Allo stesso modo, è stata giudicata corretta la valutazione sul contatto tra Balerdi e Marcus Thuram nell'area giallorossa. Il difensore ha appoggiato le mani sulla schiena dell'attaccante francese, ma l'entità dell'urto è stata considerata un normale contatto di gioco, tanto che lo stesso Thuram non ha accennato a proteste particolari, accettando la decisione del direttore di gara.
L'episodio chiave della serata è stato senza dubbio il raddoppio siglato da Koné, inizialmente annullato per una segnalazione di fuorigioco che aveva gelato l'Olimpico. L'assistente Berti ha mostrato qualche incertezza prima di alzare la bandierina dopo un breve confronto visivo con Massa, inducendo l'arbitro a fermare inizialmente la festa giallorossa. Tuttavia, l'intervento del VAR da Lissone è stato provvidenziale e preciso. Paolo Mazzoleni, al monitor, ha analizzato la posizione del centrocampista della Roma al momento del cross di Dybala, deviato leggermente dalla gamba destra di Mancini. Le proiezioni grafiche hanno dimostrato che Koné si trovava dietro la linea del pallone al momento del tocco decisivo, rendendo la sua posizione assolutamente regolare. Grazie all'intervento tecnologico, la rete è stata convalidata, correggendo un errore dell'assistente che avrebbe potuto pesare enormemente sull'economia della gara.
Sotto il profilo disciplinare, la partita è stata intensa ma gestita con equilibrio, con un totale di 20 falli fischiati e sei cartellini gialli estratti complessivamente. Un caso particolare ha riguardato l'ammonizione comminata ad Akanji sul finire della prima frazione di gioco per un intervento scomposto su Malen. Sebbene dal vivo l'impatto potesse suggerire un provvedimento più severo, quasi ai limiti del cartellino rosso, Massa ha optato per il giallo giudicando l'azione come imprudente piuttosto che come grave fallo di gioco. Questa scelta ha mantenuto i nervi saldi in campo in una sfida che vede Roma e Inter lottare punto su punto nelle zone altissime della classifica di Serie A. Il pareggio finale riflette l'equilibrio visto sul terreno di gioco, lasciando intatte le ambizioni di entrambe le squadre in un campionato che si preannuncia estremamente combattuto.

















