Un ostacolo inatteso potrebbe presentarsi sulla strada di Roma ed Everton nella corsa alle competizioni europee. Le due squadre, entrambe controllate dall'imprenditore americano Dan Friedkin, rischiano di creare un conflitto normativo qualora si qualificassero contemporaneamente per la medesima coppa europea al termine della stagione 2025-26.
Friedkin detiene il 95,97% delle quote giallorosse e il 94,1% del club inglese di Premier League. Attualmente, entrambe le squadre si trovano in piena lotta per assicurarsi un posto nelle competizioni continentali dei rispettivi campionati. La Roma occupa la sesta posizione in Serie A, posizionamento che garantirebbe l'accesso all'Europa League, ma rimane a soli tre punti dalla zona Champions con il quarto posto ancora alla portata. L'Everton, dal canto suo, naviga nella zona mediana della Premier League all'ottavo posto, in parità di punti con il Brentford al settimo, ma anch'esso a tre lunghezze di distanza dai posti che assicurano la partecipazione alla massima competizione continentale, che dovrebbe riservare nuovamente cinque slot alla Premier.
La norma UEFA rappresenta però un vincolo stringente: nessun individuo o entità legale può esercitare un'influenza decisiva su più di un club impegnato nelle competizioni ufficiali. Nel caso in cui Roma ed Everton dovessero entrambi conquistare un posto nella medesima coppa europea – che sia Champions League, Europa League o Conference League – uno dei due team subirebbe una retrocessione a una competizione inferiore oppure, nei casi più gravi, potrebbe essere completamente escluso.
Un precedente significativo risale alla stagione appena conclusa: il Crystal Palace aveva ottenuto la qualificazione all'Europa League grazie alla vittoria della FA Cup, ma è stato poi declassato alla Conference League proprio perché legato al Lyon della Ligue 1 dal medesimo proprietario, che aveva già conquistato l'accesso all'Europa League attraverso il campionato francese.
Qualora la situazione si ripetesse con Roma ed Everton, l'UEFA concederà la preferenza alla squadra che avrà chiuso il campionato nazionale in posizione più elevata. Nel caso in cui il piazzamento fosse identico, il diritto di partecipazione passerebbe al club appartenente alla federazione meglio posizionata nella classifica storica di accesso dell'UEFA. Una situazione paradossale dove due ambizioni legittime potrebbero scontrarsi con un regolamento pensato proprio per evitare conflitti d'interesse nei massimi tornei continentali.

















