Kevin De Bruyne si appresta a vivere una domenica da protagonista assoluto nella delicata trasferta del Napoli a Firenze. Il trentacinquenne belga è infatti a un solo passo da un traguardo leggendario che ne certificherebbe ulteriormente lo status di icona del calcio moderno: la rete numero duecento della sua straordinaria carriera professionistica. Un percorso iniziato lontano nel tempo, precisamente nel 2008 con la maglia del Genk in Belgio, e che ha visto la sua prima firma ufficiale il 7 febbraio 2010 contro lo Standard Liegi, quando era ancora un diciottenne di belle speranze. Da quel momento, il trequartista ha collezionato 199 centri tra club e nazionale, diventando uno dei simboli del calcio mondiale per classe, visione di gioco e, come dimostrano i numeri, un'insospettabile freddezza sotto porta che lo ha reso un pericolo costante per ogni difesa avversaria incontrata sul suo cammino.
Sotto la guida tecnica di Massimiliano Allegri, De Bruyne ha trovato una nuova centralità tattica nel progetto partenopeo, agendo spesso in una posizione avanzata per innescare Rasmus Hojlund e gli altri compagni d'attacco. Nonostante il compito di legare il gioco tra i reparti lo costringa talvolta ad abbassarsi per ricevere palla, la sua incisività rimane senza eguali nel panorama della Serie A: in questa stagione ha già creato dieci occasioni da rete nitide, il doppio rispetto a qualsiasi altro compagno di squadra, con Spinazzola che occupa il secondo posto in questa speciale classifica interna a quota cinque. Il tecnico livornese sta cercando di liberarlo gradualmente da eccessivi compiti di copertura per permettergli di agire come trequartista puro, una mossa tattica che potrebbe rivelarsi decisiva proprio nella sfida contro la compagine viola per permettergli di trovare lo spazio giusto per la conclusione personale.
La sfida dello stadio Artemio Franchi metterà De Bruyne di fronte a una vecchia conoscenza dei tempi d'oro trascorsi in Premier League: David De Gea. Il portiere spagnolo della Fiorentina, ex colonna del Manchester United, è stato per anni il grande rivale di Kevin nei derby di Manchester e domenica rappresenterà l'ultimo ostacolo verso il record dei duecento gol. Già nella passata stagione, proprio sul prato di Firenze, il belga riuscì a superare l'estremo difensore iberico trasformando con estrema freddezza il calcio di rigore che sbloccò la partita in favore degli azzurri. Questo incrocio di destini tra due veterani del calcio europeo aggiunge un ulteriore strato di fascino a una partita che vede il Napoli obbligato a vincere per mantenere le posizioni di vertice, affidandosi proprio alla voglia di gloria del suo numero dieci che ha mostrato una determinazione feroce nelle ultime uscite stagionali.
Analizzando i numeri specifici con la maglia azzurra, De Bruyne ha finora realizzato sei reti in ventisei presenze totali, tutte arrivate nel contesto del campionato italiano. Cinque di queste marcature risalgono alla scorsa stagione, quando punì squadre del calibro di Milan, Inter, Sassuolo e la stessa Fiorentina, mentre l'unico centro dell'annata corrente è arrivato al debutto stagionale contro il Genoa lo scorso 22 agosto. Dopo aver sfiorato il raddoppio in diverse occasioni contro Como, Arsenal e Bologna, il fuoriclasse belga sembra aver ritrovato la condizione atletica ideale per trascinare il gruppo verso obiettivi ambiziosi. La sua leadership silenziosa e la capacità di vedere corridoi di passaggio invisibili agli altri lo rendono l'arma in più di un Napoli che punta con decisione a recitare un ruolo da protagonista assoluto sia in Italia che nelle competizioni europee.

















